Addio Antonella Fabbri: in un libro la sua lotta contro il tumore
Dirigente dell’Ulss 1 Dolomiti, aveva scelto di vivere ogni istante con gratitudine e dignità: «La morte mi coglierà viva», aveva detto in una recente intervista al Corriere delle Alpi

Addio Antonella. Si è spenta nell’hospice Casa tua 2 dell’ospedale San Martino di Belluno, Antonella Fabbri, avvocato ed ex Direttore del Servizio Affari Generali e Legali dell’Ulss 1 Dolomiti. Nata a Macerata nel 1962, figlia del giudice istruttore del Vajont Mario Fabbri, moglie di Fabio Rufus Bristot (dirigente del soccorso alpino ed ex amministratore), madre di tre figlie, dal 2021 ha combattuto contro un tumore aggressivo, il glioblastoma multiforme di quarto grado, una malattia ad oggi senza cura e che concede solitamente un’aspettativa di vita molto breve: 15-18 mesi.
In una lunga e appassionata intervista al nostro giornale, aveva detto pochi giorni fa: «Ho accettato subito questa situazione e sono stati cinque anni bellissimi». Un altro passo di quella intervista ha colpito molto i bellunesi, al punto da essere citata anche nel comunicato diffuso dall’Ulss 1 Dolomiti: «Di lei porteremo sempre nel cuore le lezioni di forza che ha voluto condividere pubblicamente anche negli ultimi mesi all'hospice Casa Tua Due di Belluno, dove ha scelto di vivere ogni istante con gratitudine e dignità. Ci lascia in eredità parole indimenticabili che resteranno un faro per tutti noi: "Voglio che la morte mi colga viva"». La sua battaglia contro la malattia ma anche le sue idee sono il nucleo di un libro “Di testa mia”. E nonostante il progredire del male stava lavorando a un secondo libro.
Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita nel 1986, Antonella Fabbri ha ricoperto vari incarichi in enti privati e pubblici della provincia di Belluno e del Veneto. Poi l’ingresso in Ulss dove è arrivata a ricoprire il ruolo di direttore degli Affari generali e legali dell’Ulss. E nel comunicato diffuso dall’azienda sanitaria si sottolineano alcuni aspetti professionali che sono il suo stile: «Durante il suo lungo percorso all'interno della sanità bellunese, l'abbiamo conosciuta e apprezzata come una professionista rigorosa e determinata. Ha sempre difeso l'Azienda affrontando numerose sfide e battaglie, guidata da una profonda competenza giuridica e da un instancabile senso delle istituzioni».
Sono migliaia i messaggi di cordoglio che sono comparsi sui social in seguito alla diffusione della notizia della sua morte.
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