La montagna che cresce: ecco le 100 migliori imprese del distretto Feltrino

Giovedì primo ottobre al Museo Diocesano di Feltre l’incontro organizzato dal Corriere delle Alpi per discutere delle sfide del territorio con le aziende di spicco dell’area

Giorgio Barbieri e Mattia Toffoletto
Una veduta dall'alto di Feltre
Una veduta dall'alto di Feltre

 

 

Un territorio dove la cosmesi e le vernici convivono con la meccanica, le costruzioni e il commercio, e dove le imprese più solide continuano a crescere, pur con velocità diverse. È la fotografia del Feltrino che emerge dalla ricerca per «Distretti: le 100 migliori imprese», la manifestazione nata per iniziativa del gruppo Nord Est Multimedia, che pubblica il Corriere delle Alpi e altre testate, e che farà tappa giovedì 1 ottobre al Museo Diocesano di Feltre, in via Paradiso 19.

L’appuntamento, con partner Banca delle Terre Venete, inizierà alle 17 e metterà a confronto numeri di bilancio, strategie degli imprenditori e prospettive dei mercati.

L’area considerata comprende undici Comuni: Arsiè, Cesiomaggiore, Feltre, Fonzaso, Lamon, Pedavena, San Gregorio nelle Alpi, Santa Giustina, Seren del Grappa, Sovramonte e Quero Vas. Un tessuto di 469 aziende, capace di generare un fatturato complessivo di due miliardi di euro. In questo insieme sono state selezionate le cento migliori, affiancando alla dimensione dei ricavi criteri di redditività e sostenibilità dell’indebitamento.

Per entrare nella graduatoria occorre avere chiuso il 2024 in utile, con almeno 685 mila euro di fatturato. Gli altri parametri riguardano il triennio 2022-2024: un margine operativo lordo medio superiore al 3,2% e un rapporto tra posizione finanziaria netta ed Ebitda inferiore a 3,09. La classifica restituisce dunque il profilo di una parte selezionata dell’economia locale, che conta complessivamente 2.203 addetti.

I risultati mostrano un 2024 in espansione. I ricavi aggregati delle cento imprese sono saliti da 543 a 580,4 milioni, con un incremento del 6,9%. Ancora più marcato il progresso del margine operativo lordo, passato da 71,6 a 78,6 milioni: la sua incidenza sulle vendite è così cresciuta dal 13,19% al 13,55%. Gli utili hanno raggiunto 37,8 milioni, mentre il patrimonio netto si è attestato a 442,1 milioni.

Anche i dati più recenti confermano una crescita, seppure meno sostenuta. Per le 87 aziende delle quali sono disponibili ricavi ed Ebitda 2025, il confronto omogeneo mostra un fatturato salito da 379,9 a 389,1 milioni, pari al 2,4% in più. Il margine operativo lordo è passato da 47,6 a 49,4 milioni, con un aumento del 3,8%. Da questo perimetro resta esclusa la prima realtà della graduatoria, Uni4, gruppo Unifarco, per la quale il dato 2025 non è disponibile: nel 2024 valeva da sola 182,9 milioni di ricavi, con 27,1 milioni di Ebitda e 714 dipendenti.

Alle sue spalle, nella classifica per fatturato 2024, si collocano New Bassani Auto e Colorificio Paulin. La prima prosegue la corsa nel 2025, passando da 57,7 a 64,3 milioni di ricavi. La seconda arretra da 21,1 a 20,5 milioni, con il margine operativo lordo sceso da 2,3 a 1,9 milioni. È un primo esempio delle traiettorie differenti che attraversano il territorio.

Tra le costruzioni spicca Imeco, che nel 2025 porta le vendite da 19,2 a 22,8 milioni e l’Ebitda da 3,9 a 4,9 milioni. Cresce anche Ipogeo, da 8 a 8,4 milioni di ricavi, con un margine operativo lordo quasi raddoppiato a 1,7 milioni. Nell’industria, Vemer sale da 18,4 a 18,7 milioni, mentre Tecnowerk Plast avanza da 13,1 a 15,6 milioni e più che raddoppia l’Ebitda, a 2,5 milioni. Sul versante opposto, Tonet scende da 15,6 a 11 milioni di ricavi e Inox Piave da 13 a 11,4 milioni.

Saranno proprio le scelte delle aziende a dare voce ai numeri. Dopo i saluti del presidente di Banca delle Terre Venete, Gianfranco Sasso, e la presentazione della ricerca alle 17, il primo confronto, «Le sfide delle imprese», vedrà Sabrina Rossa, socia di Tecos, e Paolo Todesco, presidente di Todesco Forest. Seguirà «Continuare a crescere», con Graziano Miglioranza, titolare di Ipogeo, e Italo Luigi Tonet, titolare di Tonet. Infine su «Competere nei mercati nell’era dell’incertezza» interverranno Eugenio Adamo, direttore generale della banca, Marco Gasparini, direttore operativo di Vemer, e Matteo Turrin, amministratore delegato di Imeco. Un confronto sulle risposte delle imprese alle trasformazioni dell’economia.

Come iscriversi all’evento

L’evento sulle migliori imprese del distretto Feltrino fa parte del ciclo ideato da Nord Est Multimedia, il gruppo che pubblica tra le diverse testate il Corriere delle Alpi e altri cinque quotidiani, per porre l’attenzione sulle aree industriali dei territori nordestini. L’incontro si terrà giovedì prossimo, primo ottobre, al Museo Diocesano di Feltre in via Paradiso 19, a Feltre (nella foto a destra). Con inizio alle 17, l’appuntamento è aperto al pubblico: per partecipare è sufficiente iscriversi sul sito eventinem.it

Il territorio preso in considerazione per la ricerca, condotta da Italypost, è composto da 11 Comuni, Arsiè, Cesiomaggiore, Feltre, Fonzaso, Lamon, Pedavena, San Gregorio nelle Alpi, Santa Giustina, Seren del Grappa, Sovramonte e Quero Vas.

 

Adamo (Banca delle Terre Venete) «Nelle Pmi oggi più attenzione all’efficienza e alla diversificazione»

Più attenzione alla qualità degli investimenti, ma anche diversificazione dei mercati, revisione dei processi produttivi e ammodernamento degli impianti. Così il distretto di Feltre sta reagendo al complesso quadro internazionale. A certificarlo è Eugenio Adamo, direttore generale Banca delle Terre Venete, sbarcata per la prima volta nel Bellunese nel 2025 con l'apertura del presidio di Setteville. Un'anticipazione dei temi che si affronteranno nella tappa feltrina della rassegna itinerante Nem dedicata ai distretti.

Direttore, che caratteristiche ha il distretto di Feltre?

«La nostra presenza nel Feltrino è recente e, nell'ottica dell’apertura della filiale di Setteville, abbiamo svolto un’analisi del tessuto economico e produttivo locale. Il quadro che emerge è quello di un’economia diversificata, con forte vocazione produttiva e manifatturiera e una componente artigiana rilevante. Il 36,4% degli addetti opera nella manifattura, mentre le imprese artigiane rappresentano il 35% delle sedi d’impresa. Numeri che restituiscono l’immagine di un territorio dove capacità produttiva e saper fare hanno ancora un peso importante».

Lo stato di salute del distretto?

«Un tessuto imprenditoriale che mantiene attenzione agli investimenti, ma che oggi si muove con maggiore selettività e una più forte esigenza di programmazione. Le imprese si trovano a operare in uno scenario caratterizzato da costi ancora rilevanti, maggiore complessità sui mercati internazionali e una domanda meno prevedibile rispetto agli anni della ripresa post pandemia. In questo contesto, solidità finanziaria e capacità di programmare diventano elementi importanti. Particolarmente significativa è la maggiore attenzione alla qualità degli investimenti: innovazione dei processi, efficienza energetica, ammodernamento degli impianti, rafforzamento della capacità produttiva».

Come stanno affrontando le tensioni internazionali, a cominciare dall'impatto dei rincari energetici?

«Le imprese stanno reagendo attraverso una maggiore attenzione all'efficienza, alla diversificazione dei mercati e alla revisione dei processi produttivi. Il tema energetico non è più solo una questione di costo della bolletta, ma elemento strutturale: investire in efficientamento, autoproduzione e tecnologie che riducano i consumi significa oggi difendere la competitività nel medio periodo. Come banca del territorio notiamo una crescente attenzione a investimenti che consentano alle aziende di ridurre l'esposizione a fattori di rischio esterni».

Le principali richieste a un istituto di credito?

«Oggi l'impresa non chiede alla banca solo un finanziamento, ma un interlocutore capace di comprendere il progetto industriale e accompagnarlo nelle diverse fasi. Questo vale ancora di più per un territorio come il Feltrino, caratterizzato da Pmi e imprese familiari».

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