Avviata la battaglia legale contro la Regione Veneto

PIEVE DI CADORE. «Contro il depotenziamento dei servizi socio-sanitari nella parte alta della provincia, abbiamo intrapreso un’azione legale contro la Regione Veneto. Noi siamo intenzionati ad avere un ospedale degno di tale nome».
Promette battaglia il sindaco di Pieve di Cadore, Maria Antonia Ciotti: «No, non mi rassegno. Il nostro ospedale ha perso quattro primariati e l’attività di alcuni reparti, come ad esempio Chirurgia, è in week surgery, invece che nelle 24 ore».
«Abbiamo perso il tribunale, in parte l’Agenzia delle Entrate e alcune famiglie si sono spostate a Belluno per essere più vicine al luogo di lavoro», dice Ciotti, che prosegue: «Adesso anche l’Inps sta cercando di andarsene, ma noi tenteremo in ogni modo di opporci, anche per salvare cinque posti di lavoro. Qui si stanno togliendo servizi essenziali alla montagna. Non possiamo permettere che ci tolgano tutto: anche la Chirurgia, che è il cuore dell’ospedale, deve essere garantita sempre, specie quella di urgenza. Tra una cosa e l’altra, con questo Piano socio sanitario la regione impedisce ai cadorini di ammalarsi di notte, visto che non funziona granché in questa fascia oraria».
«No, non possiamo pensare che l’elicottero del Suem sia la panacea per ogni male», conclude il sindaco di Pieve di cadore. «È certamente importante, perché fare tanti chilometri da un ospedale all’altro in ambulanza non fa bene all’ammalato, ma noi abbiamo bisogno di essere curati nel nostro ospedale. E cosa dire del day surgery? Siamo convinti che per alcune specialità sia pericoloso. È ora di dire basta, non ci lasceremo togliere tutto». (p.d.a.)
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