Arpav rassicura: «Le alghe sono un fenomeno naturale»

ALLEGHE. Per l’Arpav le alghe e le piante acquatiche che appaiono nel lago di Alleghe d’estate sono un fenomeno naturale, ma per il sindaco rimangono antiestetiche specie in piena stagione. Lo...
ALLEGHE. Per l’Arpav le alghe e le piante acquatiche che appaiono nel lago di Alleghe d’estate sono un fenomeno naturale, ma per il sindaco rimangono antiestetiche specie in piena stagione. Lo scorso mese di agosto il Comune di Alleghe aveva segnalato alla Provincia una proliferazione anomala di alghe e piante acquatiche nell’omonimo lago. Di fronte a ciò, i tecnici dell’Arpav hanno effettuato un sopralluogo e hanno quindi inviato gli esiti delle verifiche ai due enti.


«È stata riscontrata – dice Arpav – in più punti del lago la presenza di macrofite acquatiche ovvero alghe e piante acquatiche, in particolare nelle zone a minor dinamismo acquatico dove il caldo di questa estate ne ha favorito la crescita. La situazione non è da considerarsi anomala nel contesto ambientale di questo lago. Si tratta di un fenomeno naturale pur se, per certi aspetti, antiestetico. Il fenomeno era già stato osservato nel 2013 nel corso dei monitoraggi da noi effettuati».


Niente di anormale dunque. Una rassicurazione per il sindaco Siro De Biasio che, tuttavia, non disconosce che il fenomeno sia poco attrattivo per i turisti. «La Provincia è responsabile del demanio lacustre – dice Siro De Biasio – mentre l’Enel sfrutta l’acqua del lago per la sua centralina. A nessuno dei due le alghe e le piante creano problemi e quindi non le rimuoveranno. Certo non sono contrari al fatto che lo facciamo noi, ma come?». Il manifestarsi in estate, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, di tali forme di vegetazione acquatica è ormai consuetudine. «Anni fa le alghe erano cresciute – dice De Biasio – poi calate, ora sono tornate ad essere numerose. Ciò è anche una certificazione del buono stato di salute del lago. Ciò, però, succede nel periodo di maggiore afflusso turistico e qualche lamentela c’è stata. Per toglierle serve un’apposita attrezzatura e soldi. Vedremo cosa fare per il 2018».
(g. san.)


Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi