Appalto-mensa, ricorso in vista

FELTRE. Il cerchio si stringe, positivamente, attorno alla Serenissima Ristorazione che “rischia” di rimanere l’unica concorrente per l’aggiudicazione del servizio di preparazione e fornitura pasti ai degenti ospedalieri e a quelli delle strutture extra-ospedaliere (rsa di Pullir), nonché del centro di riabilitazione funzionale di Lamon. Pur avendo presentato l’offerta più economicamente vantaggiosa, la società Dussmann Service con sede a Milano, è stata esclusa dalla gara. Motivo: il legale rappresentante dell’impresa ausiliaria di Dussmann, ossia l’Ipab Opere Pie di Onigo che avrebbe fornito i pasti per conto della prima, ha dichiarato di non aver subito condanne penali. Invece non è così. Il direttore del servizio acquisizione, organizzazione e gestioni materiali dell’Usl 2, Margherita Rosato, è andata a fondo. E scartabellando il casellario giudiziale alla procura della Repubblica del tribunale di Belluno ha accertato che la dichiarazione resa dal legale rappresentante di Opere Pie non era veritiera, nel senso che lo stesso risultava essere stato condannato per un reato previsto “a pena di esclusione in relazione al codice degli appalti”, ma aveva dichiarato di non aver subito condanne penali. Così sia alla Dussmann Service che all’Ipab Opere Pie, l’Usl ha comunicato l’esclusione dalla gara, ammettendo del resto la possibilità di presentare una memoria difensiva o documenti a propria tutela. Cosa che sia la ditta milanese interessata che quella alla quale si sarebbe appaltata la fornitura dei pasti, hanno fatto entro i termini richiesti. Ma questi riscontri sono rimasti lettera morta per l’Usl di Feltre che ha considerato il tutto come una sorta di ratifica del procedimento di esclusione dalla stessa avviato. A nulla è valsa poi la dichiarazione di intervenuta estinzione del reato, a cura del giudice per le indagini preliminari e giudice dell’esecuzione del tribunale di Treviso, trasmessa dalla ditta Dussmann e dalle Opere Pie.
In realtà, come si fa sapere dalla Ipab, il reato in cui è incorso il rappresentante legale risale a dieci anni fa, gli era costato sette mesi (pena sospesa) per una violazione fiscale formale e dopo cinque anni si è estinto. Non solo: secondo i legali di Opere Pie che nella partita della ristorazione per le strutture ospedaliere ed extraospedaliere dell’Usl 2 hanno un ruolo solo ausiliario, ma anche tutto l’interesse a tutelare il buon nome della Ipab, non risulterebbe per nulla che un reato di questo tipo prevedesse “l’esclusione ex articolo 38 in relazione all’articolo 49 comma 3 del codice degli appalti”. Si dice, invece, nelle informali controdeduzioni di parte legale dell’ente, che l’ex articolo 38 in materia di appalti prevede l’esclusione dalle gare solo per reati gravi che mettano in dubbio l’affidabilità morale del concorrente. In effetti il rappresentante legale di allora non ha dichiarato di aver subito condanne penali rispetto a un reato, replica la difesa d’ufficio dell’ente, considerato di scarsa importanza e soprattutto estinto da lunga data. Resta il fatto che la Dussmann Service, l’azienda milanese ammessa alla gara con la Serenissima, difficilmente si rassegnerà a questo finale. I margini per un ricorso, secondo una prima valutazione da parte dei legali delle Opere Pie, dovrebbero esserci tutti. Al momento però l’Usl delibera, nero su bianco, di escludere dal procedimento di gara la Dussmann Service. Indipendentemente dall’esito dell’aggiudicazione, con o senza controversia o contenzioso, nessun degente resterà a stomaco vuoto. Chiunque dovesse subentrare nella nuova gestione, trova cucine rinnovate e messe a norma e gli addetti di sempre che, nonostante i disagi di un anno fa con la temporanea riduzione del personale, non si sono persi per strada.
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