Appalto dell’Usl 2 imprenditori assolti sul servizio ambiente

Escono innocenti dal processo Gabriele Fent e Fabio Cassol Scagionato pure il responsabile dell’azienda sanitaria Azzoni



Nessun trucco all’Usl 2, nessuna truffa. Tutti assolti per l’appalto sul servizio di gestione integrata ambientale dell’ospedale di Feltre. Gli imprenditori Gabriele Fent e Fabio Cassol e il responsabile del procedimento per l’assegnazione dell’appalto Gianbattista Azzoni sono usciti dal processo per turbativa d’asta con la formula piena, perché il fatto non sussiste. Azzoni rispondeva anche di truffa e il giudice Feletto l’ha scagionato con formula dubitativa.

È passata la linea dei difensori Licini, Bolzan e Bonardi, con i primi due che avevano anche prodotto una memoria difensiva, mentre non ci sarà alcun risarcimento per l’Usl che si era costituita parte civile con Godina. L’entità non è stata precisata, durante la discussione di ieri pomeriggio. Il pubblico ministero Rossi, invece, aveva chiesto condanne a un anno e sei mesi e 800 euro di multa per Azzoni e nove mesi e 400 euro per Fent e Cassol. Licini ha contestato lo stesso capo d’imputazione di Fent e Cassol, che a suo avviso contiene rilevanti inesattezze, sulla base di indagini preliminari talmente incomplete da trascurare particolari importanti.

La vicenda risale al 2012 e parte da una perquisizione con sequestri della Finanza, su delega della Procura. Prima del suo trasferimento a Bassano del Grappa, Azzoni era il responsabile Usl dell’appalto da 72 mila euro. Accanto a quella di truffa, l’accusa nei suoi confronti era di aver attestato la regolare istruttoria della pratica e non aver escluso dalla partecipazione all’appalto, con un ribasso del 6,9 per cento, la srl Ecostudio Ambiente di Rasai di Seren del Grappa (specializzata nei settori sicurezza e igiene del lavoro, gestione rifiuti, sistemi di gestione aziendali, igiene alimentare), malgrado non avesse i requisiti. I soci Fent e Cassol erano presenti anche in altre due società concorrenti: la Sfera Qualità e Henergya, con sede negli stessi uffici della Ecostudio Ambiente. Il centro decisionale era uno.

A Fent e Cassol era contestato il fatto che, da soci delle realtà, avrebbero fatto figurare come partecipanti cinque soggetti, come richiesto dalla procedura, ma tre di questi erano riconducibili alla Ecostudio Ambiente: la Ecoricerche e la Nuova Tecnogest erano collegate alla stessa da rapporti di collaborazione. Il castello accusatorio è caduto e i tre imputati sono stati assolti. –



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