Antichi mestieri alla fiera del Bestiam di Agordo
Verrà presentata anche la ristampa di un libretto sulla storia del famosissimo burro

La fiera del bestiame
AGORDO.
La storia del famoso "Burro di Agordo" torna alle stampe in occasione Alcuni decenni fa Agordo poteva vantare in tutto il mondo la produzione di un burro speciale, come si poteva leggere in un opuscolo, "Agordo e il suo burro", scritto nel 1927 dal dottor Camillo Boni dell'allora Cattedra Ambulante di Agricoltura di Belluno. Libretto, ricco anche di dati statistici, ormai diventato introvabile e proprio per questo il Comitato organizzatore della Fiera del Bestiam, che ritornerà, attesissima, sabato sul Broi di Agordo, ha deciso di promuoverne la ristampa anastatica. «Dopo la fondazione, nel 1872 a Canale d'Agordo, della prima latteria sociale d'Italia ad iniziativa di don Antonio Della Lucia», scrive il Comitato nella prefazione del libretto, disponibile a partire da sabato, «nel 1888 si costituiva ad Agordo la Federazione delle latterie agordine. La loro importanza economica e sociale (arrivarono ad essere 56 associate), è rappresentata dalla produzione (oltre 100 mila chilogrammi nel 1926) di un burro di altissima qualità, richiesto ed esportato in tutto il mondo». Nel dopoguerra l'economia delle valli montane è stata soppiantata dall'industrializzazione. Negli ultimi anni, il recupero delle tradizioni agricole si è fatto strada e la Fiera del Bestiam, assieme alla Desmontegada, rappresenta senz'altro, in questo contesto, l'avvenimento più importante. Sospesa nei primi anni Sessanta, dal 2000 la Fiera è tornata a vivere e a crescere edizione dopo edizione. Sabato sul Broi ci sarà la vetrina commentata delle razze animali, sarà allestito il mercato dei prodotti agricoli e verranno esposte le macchine e le attrezzature agricole e forestali. Ritornerà anche, in vari locali, "Formai e vin, il gusto della tradizione", un assaggio guidato dei formaggi delle malghe e latterie agordine accompagnati da un bicchier di vino. Non mancheranno le dimostrazioni dei vecchi mestieri: la lavorazione della lana, del legno e del latte. Eventi collaterali saranno la mostra di lavorazioni su telai in sala "don Tamis", l'incontro, alle 9 in municipio, sull'ippoterapia nel bellunese, gli assaggi dei prodotti tipici proposti dal Ristorante Tabià di Feder. Il pranzo sotto il tendone sarà curato dagli alpini, mentre nel pomeriggio suoneranno i Kikesona.(g.s.)
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