«Anni di semi chiusura non si possono imporre dall’oggi al domani»

F.d.m.

SANTO STEFANO

«Il tempo degli indugi, delle mezze soluzioni, del “tirare a campare” è finito. Chi non lo ha ancora capito vive evidentemente in un’altra dimensione e non ha nessuna percezione del polso dei nostri territori, un polso che – in alcuni casi come quello del Comelico – mostra battiti sempre più lenti e faticosi».

Così il coordinatore provinciale di Forza Italia, Dario Scopel, sui lavori alla galleria del Comelico. E proprio ad Anas Scopel non risparmia una battuta sferzante: «È possibile annunciare un intervento così importante per un territorio tanto vasto solo a pochissimi mesi dall’avvio? Non si poteva, quanto meno, programmare il cantiere con i tempi necessari a istituzioni locali, imprese e famiglie per poter studiare soluzioni alternative e programmare in maniera adeguata quello che si annuncia come un vero e proprio stravolgimento di tragitti, orari e tempi di vita? Dobbiamo davvero immaginare serpentine di migliaia di automobilisti che, anche d’inverno, per rientrare alla propria abitazione dovranno avventurarsi sui passi dolomitici, con chissà quali rischi?».

Il piano di chiusure notturne e aperture a senso unico di giorno che dovrebbe protrarsi per almeno due anni (salvo i “consueti” ritardi) non regge assolutamente, prosegue Scopel. «Qui il rischio concreto è di assistere ad una lenta e inesorabile agonia della comunità comeliana . Occorre quindi valutare e trovare in tempi rapidissimi delle soluzioni alternative», dice Scopel. La realizzazione della seconda canna pare la più “indolore” per le conseguenze sulla comunità bellunese (poiché l’unica in grado di scongiurare la sostanziale “chiusura” del Comelico), ma anche la più lungimirante per le soluzioni che potrebbe garantire al traffico in prospettiva. Inoltre, incalza il coordinatore azzurro, anche sul piano economico il progetto è tutt’altro che azzardato; come confermato dalla simulazione di alcuni imprenditori della zona, il costo preventivabile di circa 200 milioni sarebbe “coperto” già soltanto dai danni che si riuscirebbero così ad evitare all’economia locale nei due anni di lavori. Certo, ora servono decisioni rapide e anche coraggiose.

«Se necessario si inchiodi senza sconti Anas dinanzi alle proprie responsabilità, si attui un pressing asfissiante sul ministero. Lo si faccia subito, con il supporto della Regione, che con la vicepresidente De Berti ha ora preso di petto la situazione. Bene infine che si stia strutturando un movimento civico, c’è bisogno di tutti in questa fase». —



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