Anche a Lozzo tira vento di referendum

Duecento firme in una settimana; promotori della raccolta un gruppo di giovani, ma hanno aderito persone di tutte le età

LOZZO. 200 firme raccolte in appena una settimana; e Lozzo si lancia verso l'Alto Adige, in attesa ovviamente che altrettanto faccia a breve anche Auronzo, perché altrimenti mancherebbe la necessaria contiguità territoriale per tentare il salto.

«E' un segnale importante», spiega Francesca Larese Filon del Bard, del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti che in questi mesi sta facendo deflagrare qua e là la voglia di autonomia.

«Ci siamo trovati in un bar sabato 1 dicembre», ricorda Davide Borca, optometrista e giovane imprenditore di 29 anni, «e, in poco tempo, abbiamo raggiunto il numero di firme necessario per lanciare il nostro referendum».

Chi ha firmato?

«Tutti, senza distinzione di età, di sesso, di lavoro. E' incredibile come tutti abbiano aderito; ed anche come tutti, in fondo, non abbiamo alcuna voglia di andare sotto Bolzano. Ma la nostra, ormai si sa, è una protesta, una rivendicazione, un monito a chi ci governa».

Davide fa parte del gruppo nato su Facebook ( “Lozzo di Cadore, Loze) che, in breve, ha raccolto 432 adesioni.

«Questo è il momento giusto, lo si capisce da come hanno risposto i giovani del paese, che dimostrano di essere disposti, forse come mai prima, a mettersi in gioco per fare qualcosa per il nostro futuro».

Con lui in questa avventura ci sono anche Federico Bastianon, 30 anni, disegnatore meccanico; Cinzia Laguna, 20 anni, studentessa; Mauro De Meio, 27 anni, impiegato; Lavinia Miconi, 18 anni, studentessa, Marco Vacca, 27 anni, assicuratore.

Cosa chiedete in pratica?

«Tutti i Comuni della provincia di Belluno non chiedono altro che avere le stesse opportunità dei comuni della provincia di Bolzano. Per cercare di essere competitivi, per avere un minimo di concorrenza, dobbiamo avere le loro stesse condizioni di partenza».

Siete un gruppo di giovani, ma quanti sono i vostri coetanei che hanno deciso di andare via, o hanno dovuto?

«Sono tanti, molti di coloro per esempio che hanno studiato all'Università hanno poi trovato lavoro in pianura, soprattutto perché qui si riducono costantemente le opportunità di impiego. Lo spopolamento è sotto gli occhi di tutti e si fa fatica a fermarlo, anche se tutti amano profondamente il loro territorio e lo abbandonano solo perché obbligati».

«La raccolta firme a Lozzo è stata fatta molto rapidamente», conferma Francesca Larese Filon, «e questo è davvero significativo, perché si tratta di un paese di seconda fascia, che non rientra nei fondi Brancher e che non ha forti risorse economiche, dopo che varie fabbriche di occhiali hanno delocalizzato. L'entusiasmo con cui i 1.400 abitanti hanno accolto l'iniziativa è legato probabilmente al fatto che i giovani temono di non avere reali prospettive. E' chiaro che il movimento referendario rappresenta un grido di protesta; crediamo - che le nostre popolazioni abbiamo diritto ad una condizione di autonomia come il Trentino Alto Adige o Friuli. Per sopravvivere, insomma, abbiamo bisogno di condizioni diverse, e siamo ormai all'ultima spiaggia».

Stefano Vietina

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