Allarme in provincia crolla l’occupazione In Cadore è già a -6%

BELLUNO. Crolla l’occupazione nelle piccole imprese artigiane bellunesi.
I dati tragici li rivela l’Unione degli artigiani (Uapi)di Belluno che parla di «crollo annunciato e di una flessione drammatica in Cadore. O si allenta la pressione fiscale su lavoro e imprese o la disoccupazione è destinata a crescere».
L’analisi. I dati del primo semestre dell’anno in corso resi noti dall’Osservatorio sull’artigianato bellunese dell’Uapi «evidenziano tutte le criticità del sistema produttivo provinciale della piccola impresa e dell’artigianato. Da gennaio a giugno l’occupazione è scesa del 2,7%, con flessioni pesanti soprattutto nelle costruzioni (-5,2%), nel manifatturiero (-2,1%) e anche nei servizi (-1,4%), colpendo in particolare le aree del Cadore (- 6%) e del Feltrino (- 2,7%).
«Malgrado un terzo delle imprese abbia effettuato assunzioni», puntualizza Walter Capraro, direttore dell’Unione artigiani, «nel primo semestre i nuovi occupati sono calati del 16,3%. A crescere, poi, sono solo gli occupati over 50 (+1,4%) e i contratti part- time (+0,4%), mentre l’apprendistato cala di un 8%. Unica consolazione: il fatto che la perdita occupazionale poteva essere sicuramente molto più sostanziosa se non vi fosse stata un contrazione significativa dei licenziamenti, a dimostrazione che per le nostre aziende i tagli drastici di personale sono una pratica non amata».
«È un crollo annunciato», dice Capraio, «frutto di una recessione lunghissima, che nel 2012 ha aperto una nuova fase: una crisi da sottoconsumo strutturale che trova origine da una perdita generale di capacità di spesa e risparmio. Stiamo tutti aspettando una riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro e d’impresa, che però tarda troppo ad arrivare: la speranza è che si innesti davvero già a partire dai primi mesi del prossimo anno una ripresa, seppur minima, da cui le aziende possano ricavare elementi di ottimismo e fiducia. Finchè ciò non accadrà, ulteriori perdite di occupati saranno inevitabili».
I dati. La flessione interessa tutti i settori: l’edilizia perde il 6,1% degli occupati, l’occhialeria il 5,6%, l’impiantistica registra un -3%, i trasporti un -2%, la metalmeccanica di produzione un -0,2%. Stabile, invece, l’occupazione nel manifatturiero innovativo e un incremento leggero dello 0,7% per il settore del legno.
Le aree interessate. In Cadore perdita pesantissima del 6%, con contrazioni occupazionali in tutti i macrosettori: manifatturiero (-5,2%), costruzioni (-6,6%), servizi (-7,2%). Calo di occupati del 2,7% nel Feltrino, del 2,2% nella Val Belluna, del 2% in Agordino e dell’1,5% nell’area Zoldano-Longaronese-Alpago e nel Comune Capoluogo.
Stranieri. Calano quasi del 10% gli stranieri occupati nelle piccole imprese. Nel legno e nell’alimentazione la contrazione è del 20%, nell’occhialeria del 17,4%, nell’autoriparazione del 16,7% e nell’edilizia del 15,8%. Espulsi dal mercato soprattutto i maschi (-11,2%).
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