Aggressione fantasma La donna che denunciò a processo per calunnia

G.s.

SEDICO

Denuncia un’aggressione che non è mai avvenuta. Almeno questo hanno detto alcuni testimoni. Adesso c’è un processo per calunnia con l’aggravante dell’odio razziale: «Sporco negro».

Regine Kuhn è nata in Germania, ma vive a Sedico e il 20 maggio di due anni fa è andata a presentare alla caserma dei carabinieri più vicina questa denuncia. Ha raccontato di essere stata aggredita da un cittadino camerunense, senza alcun motivo e spinta contro un muretto.

I militari hanno avviato le indagini preliminari e sono arrivati a delle conclusioni completamente diverse da quelle che la donna aveva descritto: l’assalto non ci sarebbe mai stato, nonostante lei avesse apostrofato più volte l’uomo con la frase «sporco negro», per di più davanti alla figlia piccola. Quest’ultima avrebbe sentito tutto. L’accusare qualcuno di un reato, pur sapendolo innocente, configura il reato di calunnia, appunto.

Kuhn ha avuto bisogno dell’assistenza dell’avvocato Federico Bressan, che nell’udienza di apertura del dibattimento ha chiesto al tribunale di sentire un medico del Pronto soccorso del San Martino di Belluno, che le avrebbe refertato lesioni per cinque giorni di prognosi.

Il giudice Coniglio non era per niente convinta e ha eccepito che difficilmente quel dottore può ricordare un episodio così poco rilevante, con tutti i pazienti più gravi che deve curare tutti i giorni, ma alla fine sarà sentito in quanto fondamentale per cercare di smontare la calunnia. Un reato che è punito con una condanna da due a sei anni di reclusione.

Sfileranno in tribunale anche altri testimoni, a partire da quelli del pubblico ministero Marta Tollardo, che sono stati calendarizzati per mezzogiorno dell’11 maggio, sempre di fronte al tribunale collegiale Coniglio, Feletto e Cittolin. —

G.S.

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