A Sappada impianti funzionanti in estate ma il futuro è incerto

La società Campetti è in liquidazione, la sostituirà una coop. In campo anche la politica per dare certezze alla gestione
Sappada febbraio 2005, impianti di risalita.Le attrazioni di Nevelandia, sulla pista da sci dei Campetti a Sappada
Sappada febbraio 2005, impianti di risalita.Le attrazioni di Nevelandia, sulla pista da sci dei Campetti a Sappada

SAPPADA. La società Campetti è in liquidazione, ma Sappada non resterà, quest’estate, senza impianti di risalita, come in molti avevano temuto nei giorni scorsi. Una cooperativa si prenderà infatti cura della gestione del trasporto su fune verso Sappada 2000, per consentire soprattutto ai turisti di godersi il panorama in quota e, possibilmente, la buona cucina del rifugio.

Se la struttura fosse rimasta chiusa, si osserva negli ambienti turistici di Plodn, il danno sarebbe stato irrimediabile, l’immagine per la valle assolutamente negativa.

Ma chi pagherà la cooperativa? Ecco il punto. Né il Comune né i privati metteranno un soldo ma, fatti un po’ di conti si è accertato che, con tutta probabilità, gli introiti, nel cuore dell’estate saranno tali da soddisfare le legittime pretese della cooperativa. Poi ci sarà da pensare al futuro. Il gruppo di minoranza “Sappada Cambia” ha proposto la cessione gratuita al Comune degli impianti che appartengono alla Gts. La proposta, studiata da tempo, non ha incontrato al momento una considerazione positiva né in Comune, tantomeno in Gts. Il Comune perché non avrebbe le risorse per garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura (che comprende anche Nevelandia), la Gts perché in qualche modo vorrebbe rientrare delle spese sostenute in passato e in particolare perché avrebbe l’autorizzazione regionale al rinnovo degli impianti, anche con la garanzia dell’accesso ai contributi. Ed ecco, pertanto, che in questi giorni è allo studio un progetto quinquennale perché investitori privati di Sappada provvedano in qualche misura alle spese di gestione, limitatamente ad alcuni servizi, da attivare di volta in volta. Si tenga conto che la gestione, se d’estate riesce a pareggiare il conto, d’inverno ha costi tali che ormai da anni va in deficit di 200, 300 mila euro, per le spese d’acqua e corrente, oltre che di personale. Anche la società Ge.Tur che, disponendo della struttura di Piani di Luzza, a Forni Avoltri, ha necessità vitale dell’impiantistica di Sappada, specie d’inverno, sarebbe interessata a partecipare finanziariamente all’operazione. In sostanza è in corso un tentativo, quasi disperato, di trovare un’alternativa che sia minimamente rassicurante alla liquidazione della Campetti. «L’importante è che non si perda altro tempo», spiegano i dirigenti dell’ex Campetti. «Proprio per questo», ribatte Alessandro Mauro, che ha diffuso la proposta di “Sappada Cambia”, «abbiamo sollecitato una soluzione definitiva, l’unica che al momento troviamo in qualche misura credibile. Per discuterne, però, serve aprire un confronto sereno, principale protagonista il Comune».

Nuovi contatti sono in corso con Venezia, in particolare con l’assessorato al turismo della Regione.

Francesco Dal Mas

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