Agosto nero per il turismo Finozzi: «Un tracollo»

I dati diffusi dalla Regione: -14% di arrivi e presenze rispetto ad agosto 2013 Ma, secondo uno studio bolzanino, nella regione alpina la domanda aumenta
Di Valentina Voi

BELLUNO. Un agosto da dimenticare per la montagna veneta, già messa a dura prova dalle nevicate record di quest’inverno. Il turismo ha risentito pesantemente del maltempo segnando un -14% di arrivi e presenze rispetto allo stesso mese dello scorso anno. I dati sono stati diffusi dal sistema statistico della Regione Veneto. Nel mese di agosto la montagna veneta ha visto 181 mila arrivi e un milione 107 mila presenze. Lo scorso anno le cifre erano decisamente più alte (rispettivamente 210 mila arrivi e un milione 283 mila presenze) tanto che, secondo le elaborazioni della Regione, il calo è stato del -13,8% sul fronte degli arrivi e -13,7% sul fronte delle presenze.

Agosto sembra dare il colpo di grazia ad un periodo già difficile. Nei primi otto mesi dell’anno il comprensorio montano ha registrato 706 mila presenze, 40 mila in meno dello scorso anno. Anche le presenze registrano un calo passando da 3 milioni 783 mila a 3 milioni 465 mila presenze nei primi otto mesi dell’anno.

«I dati evidenziano anche alcuni motivi di forte preoccupazione» spiega l’assessore al Turismo del Veneto Marino Finozzi, «in relazione al tipo di offerta turistica proposta. A fronte di una tenuta a denti stretti del settore balneare, dove le presenze calano dell’1,1% nei primi otto mesi dell’anno e dove si è registrato oltre il 44% dei pernottamenti complessivi, crescono infatti i segmenti delle città d’arte (+4,1%), il lago di Garda (+0,9 %) e soprattutto le terme (+2,8 %). Ma ci troviamo di fronte ad un calo pesante del turismo montano, dove calano del 5,4% gli arrivi e addirittura dell’8,4% le presenze. Si tratta di un vero e proprio tracollo al quale dobbiamo trovare rimedio, noi assieme agli enti e alle strutture locali e agli operatori».

Guarda agli esercizi ricettivi alberghieri anche lo studio sul turismo nelle regioni alpine pubblicato nel numero 59 di Astatinfo relativo al 2013. Lo studio prende in considerazione arrivi e presenze negli esercizi alberghieri in Svizzera, Baviera, Austria e in alcune zone d’Italia come Alto Adige, Trentino, Sondrio e Belluno. «Nell’area alpina nel 2013 sia il numero di esercizi (-0,7%), sia il numero di posti letto (+0,5%) sono rimasti pressoché invariati» spiega lo studio, «la domanda turistica, invece, registra un aumento sia per quanto riguarda gli arrivi (+2,0%), sia per le presenze (+0,6%)».

Il calo di esercizi ricettivi nel Bellunese (-1,2%) è in linea con il calo registrato nel resto della regione mentre l’indice di posti letto per esercizio è di 48,4, praticamente come a Sondrio. L’indice di densità ricettiva è di 5,3 posti letto per chilometro quadrato, decisamente sotto la media della regione (che è di 12,2) e nettamente inferiore all’Alto Adige, dove registra un valore di 20,5.

Nel territorio alpino si è verificato un aumento degli arrivi pari al 2,0% e delle presenze dello 0,6%. Nel Bellunese la variazione rispetto al 2012 è minima (+0,4%) mentre le presenze calano del 3,7%. «L’analisi per gli anni 2002-2013 delle presenze mostra sviluppi diversificati per le singole regioni alpine» si legge nella nota, «Trentino e Tirolo mostrano l’andamento più simile alla media e risultano sempre in crescita. Nelle altre zone alpine invece la tendenza è altalenante. In particolare da alcuni anni Belluno e Sondrio stanno progressivamente perdendo presenze».

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