I sindaci chiedono di rinviare il voto «Sì alla lista unica»

BELLUNO. I sindaci si mettono all’opera per il bene della Provincia di Belluno. E decidono, per prima cosa, di prendere tempo. «Abbiamo chiesto a palazzo Piloni e alla Prefettura di rinviare le elezioni provinciali al 12 ottobre» spiega il sindaco di Belluno Jacopo Massaro, portavoce dei primi cittadini bellunesi che si sono riuniti ieri nel comune capoluogo per definire i punti programmatici in vista delle elezioni provinciali e stilare i prossimi passi. Il primo, appunto, è quello di chiedere il rinvio delle elezioni, che si vorrebbero spostare dal 28 settembre - data già fissata dal commissario Vittorio Capocelli - al 12 ottobre, termine ultimo indicato dal ministero per eleggere il presidente. «È fattibile» assicura Massaro, «la richiesta di proroga è già partita».
I sindaci, riuniti in un incontro a porte chiuse dopo aver ascoltato le categorie economiche e i sindacati sulle priorità del territorio, hanno deciso di puntare tutto su una candidatura unica sia per la presidenza che per la lista di dieci consiglieri provinciali (si possono candidare sia sindaci che consiglieri comunali). Una prospettiva auspicata dalla politica e concretizzata dai sindaci. Anche se, è bene sottolinearlo, le sorprese dell’ultimo minuto sono sempre possibili dato che, oltre ai sindaci, possono correre anche gli ex consiglieri provinciali e l’ultimo presidente.
Far confluire su un unico nome 67 teste non sarà un’impresa semplice. Per riuscirci i sindaci hanno deciso di costituire un gruppo di lavoro rappresentativo delle diverse vallate composto da dieci persone. I nomi verranno ufficializzati solo nei prossimi giorni ma qualche indiscrezione è già trapelata: dovrebbero farne parte Renzo Bortolot (Zoppè di Cadore), Francesca Larese Filon (Auronzo), Ennio Vigne (Santa Giustina), Umberto Soccal (Pieve d’Alpago), Camillo De Pellegrin (Forno di Zoldo), Stefano Cesa (Mel) e i sindaci dei due principali centri della provincia Jacopo Massaro (Belluno) e Paolo Perenzin (Feltre). Mancano all’appello i rappresentanti dell’Agordino, che dovrebbero essere resi noti nei prossimi giorni.
Appuntamento a lunedì a palazzo Rosso per iniziare a discutere di programmi: per i sindaci la Provincia deve essere una cabina di regia capace di fare lobby per gli interessi del Bellunese. Ma prima o poi bisognerà iniziare a discutere anche di nomi. Tre quelli intorno al quale si sta sviluppando il dibattito: Vania Malacarne (Lamon) e Alessandra Buzzo (Santo Stefano di Cadore) sono i nomi più quotati con l’incognita di Roberto Padrin (Longarone), una candidatura bipartisan che potrebbe essere spesa anche per la presidenza del Consorzio Bim.
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