«Ti spacco una gamba» e gliela rompe

BELLUNO. Un’entrata da dietro. Un brutto fallo di frustrazione, che frattura il ginocchio sinistro di D.F., durante una partita del campionato provinciale di calcio a cinque del Centro sportivo italiano 2012. C’è in piedi una denuncia querela per lesioni gravi e, nelle prossime settimane, la Procura della repubblica di Belluno potrebbe chiedere il rinvio a giudizio dell’autore dell’intervento falloso. La vittima è il giocatore più pericoloso del Willy’s bar e si sta già giocando il secondo tempo, dopo che il primo si è chiuso con cinque o sei gol di differenza. La squadra in netto svantaggio progetta una rimonta molto difficile, nello spogliatoio della Spes Arena. Ma all’uscita dallo stanzone, c’è chi giura di aver sentito una minaccia del tipo «ti spacco una gamba» da parte del giocatore G.P.
L’incontro ricomincia e, guarda caso, è proprio quello che succederà. Mentre l’arbitro fischia solo un calcio di punizione e autorizza l’ingresso in campo del massaggiatore, starà eventualmente al giudice per le udienze preliminari Vincenzo Sgubbi decidere per il rinvio a giudizio e, quindi, il processo o per l’archiviazione.
Sicuramente c’è questo intervento alle spalle di D.F., che rimane a terra e, in prima battuta, dovrà farsi curare dai medici del pronto soccorso dell’ospedale San Martino di Belluno. La prognosi è superiore ai venti giorni e si potrebbe già procedere d’ufficio. Il giocatore dovrà subire un primo intervento chirurgico alla gamba del piede d’appoggio (non quello con cui calcia abitualmente il pallone), con relativi tempi di recupero. A maggio, sarà sottoposto a un’altra operazione, perché l’articolazione non è ancora a posto.
L’uomo è difeso dagli avvocati Andrea Allegro e Luca Di Pangrazio, che sono pronti a costituirsi parte civile, per chiedere un risarcimento danni adeguato. Nel frattempo, avrebbero raccolto una ventina di testimonianze favorevoli al loro assistito. Sono spettatori e, allo stesso tempo, giocatori di altre due squadre, che devono scendere in campo di lì a poco, alla fine dell’incontro.
In questi due anni, non sembrano esserci stati contatti tra le due parti, di conseguenza quella della denuncia è sembrata l’unica strada possibile ai due legali della parte offesa. C’è sempre una quota per assicurazione, compresa nel tesseramento al Centro sportivo italiano e l’altro dato di fatto è che esiste la clausola compromissoria, come nella Figc. Un conto è la giustizia sportiva e un altro quella ordinaria. Per accedere alla seconda, il tesserato deve chiedere l’autorizzazione. Non è detto che arrivi automaticamente.
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