Neve da record, forte pericolo valanghe

Il previsore Mauro Valt: «È il terzo inverno più nevoso dal 1930». A Cortina oggi sono previsti 70 centimetri
Di Valentina Voi

BELLUNO. Neve, neve ed ancora neve. Sulle montagne venete si registrano accumuli anche di due metri e 30 centimetri sopra i 2mila metri. Solo ieri a Cortina D’Ampezzo, dove si sfiorano i due metri, sono caduti 30 centimetri di neve. E la giornata di oggi non farà sconti: sono previsti altri 70 centimetri.

D’altra parte questo è un inverno da record. A dirlo una delle voci più autorevoli del Centro Valanghe di Arabba, il previsore Mauro Valt. «Ci troviamo di fronte ad una stagione simile a quella dell’inverno 2008/09» spiega Valt, «il totale della neve fresca caduta in questi mesi è superiore alle media, con percentuali che vanno dal 60 all’80%». Basta prendere, ad esempio, cima Pradazzo in Agordino. I centimetri caduti dall’inizio della stagione sono 427, una quota molto vicina a quella di cinque anni fa. «È uno dei tre inverni più nevosi dal 1930» continua Valt. Per quanto riguarda Arabba i centimetri caduti sono 323, +76% rispetto alla media. A Cortina sono 242, una percentuale dell’80% superiore rispetto alle medie registrate dal 1970. «Non abbiamo avuto un eccessivo numero di giornate nevose» continua il previsore, «si sono concentrate a fine novembre e poi tra fine dicembre e gli inizi di gennaio, in particolar modo il 5 e 6, il 14 e 15 e in questi ultimi giorni». L’Arpav ha rilevato nelle ultime 36 ore tra i 10 e i 25 centimetri di neve nelle Dolomiti settentrionali, dai 20 ai 40 centimetri in quelle meridionali e dai 20 ai 40 centimetri a 1600 metri di quota nelle Prealpi.

E non è finita. Fino alla mattinata di lunedì l’Arpav prevede precipitazioni diffuse, più consistenti sulle zone centro- settentrionali, con quantitativi complessivi anche abbondanti specie su Dolomiti meridionali, zone prealpine e pedemontane. Il limite della neve è in progressivo innalzamento fino a 1400/1700 metri sulle Prealpi e 1200/1500 metri sulle Dolomiti. Le nevicate saranno abbondanti generalmente sopra i 1700/1900 metri. Oggi le temperature saranno in ulteriore aumento, con valori sopra la media del periodo.

La scorsa notte le temperature minime non avevano superato quota -1,6 gradi ad Arabba, mentre a Pescul la minima è stata di -1,3 gradi. A Cortina-Gilardon si è registrato un -0,7 ma non sono stati molti i valori sotto lo zero. Agordo, Auronzo, Santo Stefano di Cadore e Sappada erano sopra, seppur di poco.

«È un inizio d’anno molto mite» conferma Valt, «dal 1990 è il secondo inverno più mite che registriamo. Il primo è quello del 2007. Non c’è stato un freddo particolarmente intenso». Le alte temperature possono aver influito sulle precipitazioni nevose? «I fenomeni possono essere collegati» conferma l’esperto.

Quel che è certo è che con queste condizioni meteo bisogna stare attenti al pericolo valanghe. Su una scala da uno a cinque, il grado di pericolo oggi è quattro, cioè forte. Questo a causa della neve umida che si è andata ad appoggiare su quella fresca, soprattutto a quote medie. Saranno proprio queste il punto più critico, quello dove è necessario fare più attenzione.

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