Ex Ceramica, non c’è l’accordo sul futuro
TRICHIANA. Sul futuro dell’Ideal Standard non c’è ancora un accordo.
Si è concluso con un altro nulla di fatto l’incontro di ieri al ministero del Lavoro tra i sindacati di categoria e i vertici aziendali dell’ex Ceramica. La seduta, iniziata alle 13, si è conclusa alle 19 con parti sociali e proprietà su posizioni diverse e, a quanto pare, inconciliabili.
L’incontro avrebbe dovuto definire gli ammortizzatori sociali da avviare in attesa della vendita di Orcenico. Fino all’anno scorso si parlava di sei mesi di cassa in deroga per tutti e tre gli stabilimenti, ma le cose sono cambiate. Ad oggi, infatti, non esiste ancora un accordo Stato-Regione sull’erogazione di questo ammortizzatore sociale e neppure uno sui criteri da adottare per l’applicazione dello stesso. Una situazione che già di per sé mette in dubbio cosa accadrà dal prossimo 20 gennaio, quando lo stabilimento bellunese riaprirà i battenti dopo un mese di chiusura.
Come se non bastasse, poi, alla richiesta dei sindacati di avere rassicurazioni sul futuro industriale di Trichiana, «l’azienda non ha dato quelle certezze sulla politica industriale per l’azienda bellunese», precisa Angelo Colombini, segretario nazionale della Femca Cisl. «Noi volevamo approfondire alcuni investimenti sul sito trichianese, ma l’azienda si è esposta fino a un certo punto, senza dare indicazioni di cosa avremmo dovuto attenderci dopo. A questo punto era inutile andare avanti, visto che non c’erano i presupposti per giungere a un accordo».
L’incontro si è concluso con la firma di un verbale di non accordo e con l’appuntamento al 21 gennaio, sempre a Roma. Si allontana, così, la possibilità di un confronto al ministero dello Sviluppo economico per conoscere il piano industriale. (p.d.a.)
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