Ideal Standard, i sindaci si mobilitano

Il primo cittadino di Trichiana convoca un “tavolo istituzionale” per tutelare la fabbrica: «Con l’Acc ha funzionato»
Belluno, 26 Settembre 2009. Manifestazione dei lavoratori delle aziende della pèrovincia di Belluno.La protesta a Belluno dei lavoratori Ideal Standard
Belluno, 26 Settembre 2009. Manifestazione dei lavoratori delle aziende della pèrovincia di Belluno.La protesta a Belluno dei lavoratori Ideal Standard

TRICHIANA. Un tavolo istituzionale per fare il punto sulla situazione dell’Ideal Standard e attivare tutte le misure idonee a tutelare lo stabilimento di Trichiana. Il sindaco Giorgio Cavallet ha già fissato un incontro per venerdì della prossima settimana, rispondendo così all’appello lanciato da sindacati e lavoratori qualche giorno fa.

«Ho intenzione di convocare a stretto giro di posta tutti i sindaci dei Comuni in cui risiedono dipendenti dell’Ideal», precisa Cavallet, «oltre ovviamente ai nostri parlamentari e ai consiglieri regionali. Il tavolo di coordinamento istituzionale avviato per l’Acc ha avuto riscontro positivo e ha portato a buoni risulati, quindi è giusto e utile riproporlo anche per la fabbrica di Trichiana. Bisogna muoversi al più presto perché ci sta scivolando tra le mani una situazione che coinvolge e va a colpire non solo il nostro territorio comunale, ma anche diversi altri della Sinistra Piave».

«Avevamo richiesto l’attivazione di questo tavolo ed è un bene che ci si muova in questo senso», mette in risalto Gianni Segat, rsu Filctem Cgil. «Tutte le iniziative che possono darci una mano e attirare l’attenzione sulla situazione del nostro stabilimento sono più che opportune».

Intanto oggi l’appuntamento è con l’assemblea a cui parteciperanno tutti i lavoratori dell’Ideal. Durante l’incontro verranno presentate le perplessità espresse da rsu e segretari provinciali nel documento unitario di due giorni fa, a cominciare dal fatto che mancano ancora garanzie sui volumi di produzione per il prossimo anno. «Va bene tutto, ma ogni tanto sarebbe necessario fare i conti con la realtà, parlando di numeri, produzioni e mercato», commenta ancora Segat. «L’azienda stessa ha detto che abbiamo i numeri per continare a lavorare. È arrivato il momento che si diano i dati e si ad avere qualche garanzia».

Durante l’assemblea di oggi le rsu e i sindacati condivideranno poi con i lavoratori quanto fatto fino a questo momento per il sito di Trichiana e parleranno delle prossime iniziative che saranno messe in campo. «Qualche idea già ce l’abbiamo», precisa Segat, «ma prima di parlarne vogliamo confrontarci con i lavoratori».

Tra le altre questioni, a preoccupare è il posticipo dell’incontro che avrebbe dovuto tenersi mercoledì al ministero per parlare del piano di rilancio per Trichiana. Sembra che la prossima data utile sia quella di martedì, ma non c’è ancora nulla di certo. «A oggi una sicurezza sulla data non c’è, vediamo e ci auguriamo che si tratti di pochi giorni», dice ancora Segat. «Non sfugge a nessuno l’obiettivo non dichiarato che si cela dietro i continui rinvii a cui stiamo assistendo», avevano detto un paio di giorni fa rsu e segretari provinciali. «Ribadiamo che da parte dello stabilimento di Trichiana vi è la totale indisponibilità alla sigla di accordi di cassa se non motivati da un piano industriale di prospettiva».

Martina Reolon

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