Tensione all’Ideal: salta l’incontro di oggi al ministero

Trichiana. Il fulmine dopo lo sciopero di ieri mattina contro i tagli annunciati dall’azienda per 14 impiegati
Protesta operai alla ceramica dolomite
Protesta operai alla ceramica dolomite

TRICHIANA. Rinviato di una settimana l’incontro al ministero dello Sviluppo economico per il futuro dell’Ideal Standard. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno nel primo pomeriggio di ieri, lasciando rappresentanti e organizzazioni sindacali tra lo sconcertato e l’amareggiato. Un sentimento, che si è acuito dopo lo sciopero degli impiegati e l’assemblea-presidio di un’ora di ieri. Il posticipo dell’incontro crea, infatti, non poco allarmismo tra gli stessi lavoratori, facendo lievitare la tensione, dopo le pressioni sull’azienda esercitate dai lavoratori di Orcenico.

Lo sciopero. Ieri mattina, dalle 11, gli impiegati dell’Ideal Standard hanno scioperato un’ora contro il piano aziendale della Holding e di Ideal Standard Italia, che prevede il licenziamento di 14 unità, all’interno di una razionalizzazione del servizio di customer care. A dare man forte ai colleghi c’erano anche gli altri dipendenti, che durante un’assemblea hanno consegnato a tutti un volantino dove erano contenute le motivazioni della manifestazione. «Siamo preoccupatissimi per quello che succederà, se questi tagli dovessero andare in porto», hanno detto gli impiegati, «ma siamo anche delusi per come siamo trattati dopo tanti anni di lavoro».

«In questi giorni si gioca una tappa importante per il futuro dello stabilimento di Trichiana e dell’intera compagnia italiana», dicono i lavoratori, che nel comunicato precisano: «Con i volumi oggi a disposizione, la redistribuzione sui due stabilimenti di Trichiana e Rossasecca e la ricerca di tutte le soluzioni possibili per attenuare l’impatto sociale ad Orcenico sono le condizioni essenziali per la tenuta produttiva e occupazionale del gruppo. Solo seguendo questo ragionamento, saremo disponibili a ragionare sulla cassa in deroga per tutto il gruppo. Se lo scopo non fosse questo», continuano i dipendenti, che ieri mattina pensavano di essere oggi al ministero, «e se a prevalere sarà la logica delle mancate assunzioni di responsabilità con l’unico risultato di affondare tutto e tutti, noi non staremo al gioco».

Dallo stabilimento di Trichiana si è alzata forte la contrarietà ad operazioni di riorganizzazione interna al mondo del customer care e degli amministrativi. E su questo i lavoratori hanno detto di voler incontrare ancora il management.

Questi gli appelli e i propositi venuti dallo stabilimento trichianese, alla cui protesta si è unito anche il sindaco Giorgio Cavallet, presente alla manifestazione. «È doveroso essere qui, i lavoratori non vanno lasciati da soli», ha detto.

Incontro saltato. Oggi si sarebbe dovuto parlare a Roma del piano di rilancio di Trichiana; un gruppo di una decina tra lavoratori e sindacalisti era già pronto a partire per rivendicare queste cose. Ma poi è arrivata la doccia fredda, cioè il rinvio del vertice. Un rinvio che lascia profonda amarezza e che contribuisce a incrementare la preoccupazione per il futuro dello stabilimento trichianese.

«Vogliamo capire le ragioni di questo rinvio», dice Giuseppe Colferai segretario della Filctem Cgil. Ma una cosa è certa: la situazione si complica ancora di più.

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DELLO SCIOPERO

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