Contro la legge di stabilità oggi sciopero e presidio

Dalle 15 sindacati, studenti e lavoratori saranno presenti in piazza Duomo con un gazebo. Trasporti pubblici non garantiti dalle 16.36 fino alle 20.35
Belluno, 3 giugno 2009. in piazza martiri manifestazione degli operai della ceramica dolomite per la chiusura dell'aziendaA sinistra i lavoratori schierati di fronte al palazzo della Prefettura A destra un momento della protesta in piazza Duomo
Belluno, 3 giugno 2009. in piazza martiri manifestazione degli operai della ceramica dolomite per la chiusura dell'aziendaA sinistra i lavoratori schierati di fronte al palazzo della Prefettura A destra un momento della protesta in piazza Duomo

BELLUNO. Sciopero generale di quattro ore (alla fine di ogni turno o alla fine della giornata) oggi in provincia, indetto da Cgil, Cisl e Uil contro la legge di stabilità 2014, in discussione in Parlamento. Previsto anche un presidio di sindacati e lavoratori in piazza Duomo a Belluno a partire dalle 15. Sarà presente una delegazione della Rete degli studenti che reclama maggiori investimenti statali sull’istruzione.

Disagi potrebbero esserci per chi utilizza i mezzi pubblici: non saranno garantite le corse in partenza dalle 16.36 fino alle 20.35 dei pullman di Dolomitibus.

I mezzi in partenza prima dell’inizio dello sciopero transiteranno regolarmente e proseguiranno fino al capolinea.

Diversi i punti della legge di stabilità che i sindacati unitariamente chiedono siano modificati per dare maggiore impulso all’economia a cominciare da un aumento delle detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati e dalla detassazione strutturale del salario di produttività insieme ad una più equa tassazione immobiliare.

Cgil, Cisl e Uil chiedono, inoltre, che siano rivalutate le pensioni tramite il ripristino della indicizzazione e che siano stabilizzati i precari nelle pubbliche amministrazioni e siano rinnovati i contratti nazionali dando spazio alla contrattazione di secondo livello per distribuire gli incrementi di qualità e produttività.

Ma oltre a dire tanti no alla Finanziaria in discussione, le parti sociali indicano anche alcuni percorsi per riuscire a realizzare questa manovra a cominciare da un potenziamento della lotta all’evasione fiscale, obbligando le amministrazioni centrali e locali ai costi standard e riducendo il numero delle centrali appaltanti che, oggi a livello nazionale, sono circa 30mila. Inoltre i sindacati parlano di riduzione drastica del numero delle società pubbliche, degli enti inutili e dei componenti dei consigli di amministrazione, in vista di una maggiore economia di scala. A questo si aggiunge anche la valorizzazione del patrimonio di Stato e una armonizzazione della tassazione delle rendite finanziarie alla media europea rispetto all’attuale aliquota del 20%. Infine, tra le soluzioni anche la destinazione diretta delle risorse derivate dalla lotta all’evasione e all’elusione fiscale alla riduzione delle tasse per lavoratori e pensionati.

«È necessaria anche una nuova politica europea che liberi risorse per investimenti a sostegno dell’occupazione», dice Emilio Viafora, segretario generale della Cgil Veneto a nome delle altre sigle, «chiediamo al governo di rifinanziare subito gli ammortizzatori in deroga sia cassa che mobilità dando certezze a tutti i lavoratori esodati. Di fronte a una crisi che attanaglia il Paese, occorre una manovra diversa e più sostenuta capace di rilanciare la domanda interna e dar fiato all’economia locale». Intanto è stato revocato lo sciopero dei treni di domani. (p.d.a.)

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