Sequestrata l’eredità Ricci

BELLUNO. Ha scarse speranze di ereditare in tempi brevi Antonio Fanna, 87 anni di Villorba (assistito dall’avvocato Maria Lucia Pavan di Treviso), cugino di quinto grado e quindi unico erede naturale e legittimo di Guido Ricci. I beni dell’anziano milionario scomparso a settembre, infatti, sono stati sequestrati dalla procura della Repubblica di Belluno e il legale dell’erede lo avrebbe scoperto solo per caso, da una comunicazione della banca. Fanna aveva già accettato la successione con beneficio di inventario.
La sostanziosa eredità, stimata in 20 milioni di euro tra beni mobili e immobili, comprende 4 milioni di euro in depositi in contanti, appartamenti a Belluno, Venezia e anche una proprietà in Messico. Su tutti quei beni, da molto tempo, aveva messo gli occhi un medico, Maurizio Guglielmo, che attualmente si trova sotto inchiesta per circonvenzione di incapace.
Durante i sequestri disposti nell’abitazione di Guglielmo, gli investigatori hanno scoperto l’esistenza di più testamenti di Ricci e in tutti i documenti l’anziano scomparso nominava il medico quale suo erede universale.
La legge dispone che, alla morte di una persona, tutti i suoi testamenti vengano pubblicati e così ha fatto la procura di Belluno, ma questa pubblicazione avrebbe comportato, quale conseguenza diretta, il fatto che Guglielmo diventasse davvero l’erede di Ricci. Il sostituto procuratore Roberta Gallego ha quindi deciso di disporre il sequestro cautelativo dei beni di Ricci, con l’intenzione di preservarlo fino a quando non si capirà chi ha titolo di ottenere l’eredità milionaria.
L’unico modo per escludere Guglielmo dalla successione, però, è dimostrare che quei testamenti furono firmati da Ricci contro la sua volontà e solo perché era stato circuito dal medico. Questo significa che bisognerà aspettare tre gradi di giudizio, sia penale che civile. (i.a.)
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