Il grido delle imprese «La politica uccide l’Italia che produce»

Confindustria, Confartigianato e Confcommercio sono pronti a scendere in piazza uniti per protestare
Di Paola Dall’anese
20051129 - ROMA - ECO : OCSE: ITALIA; BENE L' OCCUPAZIONE, MA SERVONO ALTRE RIFORME..Un lavoratore metalmeccanico in una fabbrica di Bologna in un'immagine di archivio dell' 8 luglio 2005. ..L' Ocse esprime una valutazione positiva sulla situazione del mercato del lavoro in Italia, che riflette fra l' altro la messa in regola continua degli immigrati ed il completamento dell' ultima fase delle riforme in questo settore. Per il 2006 e il 2007, peraltro, e' atteso un rallentamento, dal momento che non sono in cantiere ulteriori novita' normative, finalizzare a stimolare la crescita degli occupati...GIORGIO BENVENUTI-ARCHIVIO / ANSA / PAL
20051129 - ROMA - ECO : OCSE: ITALIA; BENE L' OCCUPAZIONE, MA SERVONO ALTRE RIFORME..Un lavoratore metalmeccanico in una fabbrica di Bologna in un'immagine di archivio dell' 8 luglio 2005. ..L' Ocse esprime una valutazione positiva sulla situazione del mercato del lavoro in Italia, che riflette fra l' altro la messa in regola continua degli immigrati ed il completamento dell' ultima fase delle riforme in questo settore. Per il 2006 e il 2007, peraltro, e' atteso un rallentamento, dal momento che non sono in cantiere ulteriori novita' normative, finalizzare a stimolare la crescita degli occupati...GIORGIO BENVENUTI-ARCHIVIO / ANSA / PAL

BELLUNO. Gli imprenditori bellunesi dicono «basta a questa politica che pensa solo ai propri interessi e non al bene del Paese». E si dicono pronti a scendere in piazza, uniti e compatti, per far sentire il loro grido di disperazione, ma anche di rabbia, contro chi a Roma agisce senza tenere in minima considerazione le reali condizioni e i bisogni dei territori e dell’impresa.

La pazienza degli imprenditori (industriali, artigiani e commercianti) è quindi terminata e lo dichiarano apertamente i presidenti delle associazioni di categoria.

«Quanto accaduto negli ultimi giorni è a dir poco inconcepibile», ha detto ieri mattina Paolo Montagner, presidente di Confindustria Belluno delle Pmi, «e dimostra chiaramente che la politica non vuole aiutare le imprese, ma fare soltanto i propri interessi. Ciò che mi fa imbestialire è che, nello stesso momento in cui il capo del governo, Enrico Letta era negli Stati Uniti per cercare nuovi investimenti e investitori per creare così posti di lavoro, in Italia gli stupidi giochi della politica gli hanno messo i bastioni tra le ruote, con le dimissioni in massa dei ministri del Pdl. Per noi questo è inconcepibile, tanto che come piccole e medie imprese siamo pronte a scendere in piazza assieme ai colleghi del Veneto, ai lavoratori, agli artigiani e ai commercianti. Dobbiamo dire ai nostri politici che siamo stufi di questi giochetti, non ne possiamo più. Siamo arrivati ormai alla frutta: le aziende se ne vanno all’estero, perché qui la politica non fa niente per loro».

Un grido di disperazione, ma anche di esasperazione, è quello del presidente di Confartigianato Belluno, Giacomo Deon: «Fermiamo l’irresponsabilità della politica. Come imprese chiediamo rispetto, visto che siamo noi che tutti i giorni alziamo la serranda dell’azienda per far girare l’economia. A questa politica, che oggi impone un aumento dell’Iva e il Sistri, diciamo “basta”. Servono stabilità e scelte responsabili, non i giochetti politici a cui assistiamo quotidianamente. Le imprese di tutto hanno bisogno tranne che di una crisi di governo o di elezioni anticipate. Questi sono scenari che, come imprese, non vogliamo neppure immaginare, le ricadute in termini di maggiori costi e di perdita di competitività sarebbero troppo pesanti da sopportare. Governo, parlamentari e partiti devono tornare a occuparsi di Paese ed economia reale. Vogliamo una politica che metta al centro degli interessi l’Italia e il suo futuro, non gli interessi dei politici».

Sono parole dure che rivelano una tensione molto alta quelle di Deon, che aggiunge: «È ora di finirla che le responsabilità non siano mai di nessuno. È una follia e qualcuno dovrà rispondere di quello che è accaduto». Il presidente di Confartigianato pensa alle elezioni: «Si accorgeranno di quanto hanno fatto, quando andremo al voto e gli imprenditori non si lasceranno incantare. Qui ormai non c’è più niente da raschiare, siamo alla fine. Ma da come si comportano, anche i politici a Roma hanno capito che per loro è arrivata la parola fine».

E sull’idea di una manifestazione di protesta contro il governo, Deon precisa: «L’avevo lanciata già questa estate, ma poi, visto che la situazione politica sembrava essersi stabilizzata, non se n’era fatto più nulla. Se questi parlamentari vogliono andare a casa che vadano pure, ma che non si facciano più vedere».

«Non riesco a dar conto dell’impotenza che ci pervade», commenta sfiduciato Franco Debortoli presidente di Confcommercio Belluno. «Io posso pure manifestare se serve a qualcosa, ma la situazione è tale che entro breve in piazza ci scenderò perché non avrò altro posto dove andare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi