La funivia tra Lambioi e Nevegal è il grande progetto del futuro

BELLUNO. Parcheggi la macchina a Lambioi e “sali” sul Nevegal. In funivia. Ha tratti avveniristici il progetto che il Comune sta studiando, per collegare il centro storico al Colle. Si tratta di quello che in gergo si chiama “impianto 3S”, un sistema funiviario aereo, che prevede una cabinovia trifune ad ammorsamento (aggancio) automatico e a moto unidirezionale continuo. In pratica, un mix tra funivia e cabinovia. Nei mesi scorsi, i tecnici della ditta Doppelmayr sono stati visti fare qualche rilevazione nella zona interessata dal tracciato e, da tempo, a Palazzo Rosso circola la voce di un progetto, per valorizzare turismo e mobilità sostenibile fra il centro e il colle del Nevegal.
I suoi contorni sono definiti e sembra ci siano già investitori pronti a mettere sul tavolo i soldi necessari per realizzarlo (decine di migliaia di euro). L'operazione sarà infatti gestita con la formula del project financing. Si tratterebbe della cabinovia trifune più lunga d'Europa. La tecnologia utilizzata permetterebbe di considerare minimo l'impatto ambientale: basteranno infatti nove sostegni per collegare il parcheggio di Lambioi, zona di partenza, al piazzale del Nevegal. E' prevista anche una tappa intermedia, a Castion. Il sistema che verrà usato permetterà ai passeggeri di non soffrire vibrazioni né scossoni dovuti al vento.
Le cabine saranno 47: undici saranno usate nel tratto fra Lambioi e Castion, che sarà lungo un chilometro e 640 metri e avrà un dislivello di 87 metri. Le altre 36 cabine percorreranno il tratto fra Castion e il Nevegal, lungo cinque chilometri e 380 metri, salendo per un dislivello di 607 metri. Tutte le cabine saranno da trenta posti e la maggior parte dei passeggeri potrà fare il tragitto seduta. In un'ora potranno usare la funivia fino a 2500 persone.
La velocità sarà di sette metri al secondo: per completare il primo tratto, ci vorranno 234 secondi (neanche quattro minuti), per salire da Castion al Nevegal, invece, si parla di 768 secondi (13 minuti scarsi). Meno del tempo necessario per fare lo stesso percorso in macchina. E il vantaggio sarà la possibilità di godere di un panorama mozzafiato: nelle giornate più limpide e serene, infatti, si avrà una vista sulle Dolomiti e su tutta la Valbelluna, ma spingendo lo sguardo un po' più in là si potrà scorgere addirittura la laguna di Venezia. La tecnologia che sarà usata è già stata sperimentata con successo in Germania e Austria, dove impianti di questo tipo funzionano e stanno dando i loro frutti a chi ha avuto il coraggio di pensarli e costruirli.
Li usano abitualmente i residenti, come mezzo di trasporto (il che permetterebbe di eliminare o ridurre sensibilmente il traffico sulle strade), ma anche i turisti, che li considerano un'attrattiva molto interessante. E considerando che l'amministrazione comunale sta puntando con grande decisione al rilancio del turismo in città, si capisce che il progetto è ben più che un'idea, ma è qualcosa di concreto, anche se il discorso è ancora all’inizio e andrà ulteriormente approfondito.
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