Impianti: riciclo o trasloco i rischi per il Nevegal

L’Alpe ha vinto l’asta ma fino al 28 Golin e la cordata slava possono rilanciare Massaro: «Sarebbe un dispetto alla città e salterebbe la stagione invernale»
Di Gigi Sosso

BELLUNO. Asta tosta. Riassunto della puntata precedente: è stata durissima, ma Alpe del Nevegal si è aggiudicata gli impianti del colle per 92 mila euro. Più del doppio della base fissata dal curatore fallimentare Mario Morandini del Tribunale di Belluno. Una vittoria sofferta, che peraltro sarà provvisoria fino a sabato, perché nei dieci giorni di tempo previsti dalla legge c’è la possibilità di rilanciare, a colpi del 10 per cento. Novemila alla volta.

All’inizio del secondo episodio, la cordata slovena sembra la più agguerrita, ma anche la valtellinese Magnifica Terra potrebbe fare uno sforzo, per arrivare almeno fino a 100 mila. L’altro giorno avrebbe presentato un’offerta, ben presto superata dalle concorrenti. Sempre in corsa, anche se con minori possibilità la ditta longaronese Golin Recycling, che ha sede nella zona industriale Villanova e si occupa di commercio di rottami e metalli e demolizioni industriali. Come è facile immaginare, è la meno interessata alla stagione invernale. E il rappresentante sceso da una macchina con targa slovena? Vorrebbe smontare la seggiovia e portarla in una stazione sciistica delle sue parti.

Un’altra ipotesi, che fa venire l’orticaria «Per quello che sappiamo, è proprio così e speriamo tanto che questa ipotesi non si concretizzi, anche se non si può mai sapere», conferma il sindaco Jacopo Massaro, dopo aver seguito con grande interesse la prima ripresa, in contemporanea con un consiglio comunale sull’altro tema molto delicato dell’elettrodotto di Terna, «l’azienda di Longarone si occupa di riciclaggio e non è difficile individuare il suo obiettivo e sostenere che non può certo coincidere con il nostro».

Il primo sforzo economico, tra l’altro, non sarà sufficiente a cominciare a spalmare le scioline: «Come abbiamo più volte detto e ripetuto, ce ne vorranno almeno 250 mila per manutenzione e ripristino.Questo significa che l’investimento complessivo sarà sui 400 mila euro e non so davvero quanti possano avere a disposizione una cifra del genere, anche se leggo che Maurizio Bortot si sta consultando con gli azionisti di Magnifica Terra, per verificare la possibilità di proporre un rilancio».

Il pericolo è che l’inverno non parta mai dal piazzale in su: «Sarà per forza così, se qualcuno metterà un’altra offerta sul tavolo. Scatterà il meccanismo che prevede sessanta giorni di tempo per organizzare un’altra asta e allora se ne riparlerebbe nel bel mezzo della stagione invernale. Ho già avuto modo di dire che chi vuole bene al Nevegal non rilancerà. Chiaro che, invece, chi ha intenzione di portarsi via gli impianti o riciclarli potrà anche provare ad andare al rialzo, ma credo che sarebbe davvero un dispetto alla città».

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