Ideal, dal Friuli offese ai trichianesi Cresce la tensione

Dopo lo sciopero di ieri, polemica per le brutte frasi comparse sul blog di Orcenico. «Situazione inaccettabile»
Di Paola Dall’anese

TRICHIANA. Oltre al danno anche la beffa. I lavoratori dello stabilimento trichianese dell’Ideal Standard che ieri hanno scioperato otto ore per manifestare la loro solidarietà agli operai pordenonesi che rischiano il posto di lavoro per la chiusura della loro fabbrica, non ci stanno a prendersi le insolenze dai colleghi che li accusano delle loro cattive sorti.

Scatta la polemica sulla vicenda dell’Ex Ceramica a pochi giorni di distanza dalla presentazione del piano industriale della società al Mise, piano che prevede la chiusura dello stabilimento di Orcenico e il potenziamento di Trichiana.

«Non è colpa nostra», precisano i lavoratori di Trichiana, che sul blog dei colleghi friulani (www.idealscala.it) si sono visti chiamare addirittura “trichianoidi”, con un bel cartello appeso alla sbarra di ingresso dello stabilimento. «Noi la nostra parte l’abbiamo sempre fatta», precisa un po’ risentito Gianni Segat della Rsu. «Ieri abbiamo registrato un’alta adesione allo sciopero previsto, una quarantina di noi è andata fino a Bassano Bresciano a protestare e a fermare i camion in uscita dalla piattaforma logistica. L’impegno preso lo abbiamo rispettato, dispiace vedere che questa nostra azione di solidarietà è ripagata con frasi poco piacevoli dai colleghi friulani. Ci sono comunicati e cartelli offensivi nei nostri confronti;ci hanno perfino accusati di aver tramato un complotto nei confronti dei colleghi pordenonesi per farli chiudere. Cosr che non stanno nè in cielo nè in terra. Ma che non possiamo lasciar correre, come se niente fosse. Lo chiedono i lavoratori, che si sentono presi in giro in questo modo. E per questo stiamo pensando a cosa fare per far sentire la nostra voce», conclude Segat. Gli fa eco il segretario della Femca Cisl, Nicola Brancher: «Le cose che abbiamo letto nel blog dell’Ideal Standard di Orcenico sono inaccettabili. Quanto è accaduto è grave e mette in cattiva luce i lavoratori di Trichiana che, oltre a non entrarci nulla, hanno sempre fatto sacrifici. Ieri abbiamo scioperato per solidarietà, anche se dal Friuli leggiamo che “non sanno cosa farsene della nostra solidarietà”. Ci sono due situazioni, comunque, con le quali dobbiamo fare i conti: da un lato è l’attezione dimostrata dai nostri lavoratori e la riuscita dello sciopero; dall’altro stiamo pensando a come muoverci e come prendere eventualmente posizione contro questi atteggiamenti che non possiamo accettare e che sono da condannare».

Sindacati e rsu se la prendono con il responsabile del blog, che non ha vigilato sul suo contenuto. «Un conto sono i dipendenti, un altro sono le persone con ruoli di responsabilità a livello istituzionale, aziendale e sindacale. Le cose che hanno scritto su di noi sono troppo pensanti per lasciar correre».

Non la pensa allo stesso modo il segretario Filctem Cgil, Giuseppe Colferai: «Ognuno si assumerà le proprie responsabilità, sicuramente siamo rimasti male di fronte a questo atteggiamento, ma non voglio dare spazio a chi non lo merita».

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