Operaio a giudizio per tentato omicidio

A novembre dell’anno scorso tentò di buttare la sorella in un burrone. È accusato anche di maltrattamenti verso il padre
Di Marco Filippi
In tribunale a Belluno si e' concluso il primo grado del processo all'ex promotore finanziario trevigiano accusato di truffa ai danni di una quarantina di risparmiatori
In tribunale a Belluno si e' concluso il primo grado del processo all'ex promotore finanziario trevigiano accusato di truffa ai danni di una quarantina di risparmiatori

FELTRE. Sarà processato per tentato omicidio nei confronti della sorella l’operaio feltrino di 34 anni, Nicola Pauletti, finito sotto inchiesta nel novembre scorso con una serie di accuse, la più grave delle quali è appunto quella di aver cercato di uccidere la sorella gettandola in una scarpata, vicino a casa, profonda oltre sette metri. L’imputato dovrà anche rispondere delle accuse di maltrattamenti, lesioni personali aggravate e minacce aggravate nei confronti del padre e lesioni aggravate verso la sorella. Un capo d’accusa fitto, dunque, con accuse pesantissime per l’imputato, sul capo del quale vige tuttora la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal padre e dalla sorella, emessa alcuni mesi fa dal gip Aldo Giancotti. Il giudice delle udienze preliminari Giorgio Cozzarini ha ritenuto fondata la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero che si è occupato del caso.

La curiosità della vicenda è che la prima udienza del processo, fissata per il 5 giugno, cade ad un anno esatto di distanza dal contestato episodio di tentato omicidio.

Secondo la procura, infatti, la brutale aggressione dell’imputato alla sorella sarebbe avvenuta durante la festa di compleanno di una vicina di casa. Ad un certo punto, tra due persone che partecipavano all’evento sarebbe scoppiato un alterco al quale la sorella ed il padre avevano tentato di porre fine. Ma Pauletti, presente alla festa, avrebbe dato in escandescenze minacciandoli se non l'avessero smessa. Da lì sarebbe scattata prima una brutale aggressione al padre, con tanto di tavoli rovesciati, e poi alla sorella. Il feltrino, davanti ad altre persone, si sarebbe scagliato contro la sorella mentre cercava di andarsene via in auto. L'uomo l'avrebbe trascinata fuori dall'abitacolo, prendendola per i capelli, le avrebbe sbattuto la testa contro la portiera e poi l'avrebbe sollevata di peso e tentato di scaraventarla in fondo ad una scarpata, profonda oltre sette metri, nei pressi della casa. Solo l'intervento del padre avrebbe evitato la tragedia. Quella sera, sul posto, intervennero anche i carabinieri e l’ambulanza del 118 che trasportò padre e figlia all'ospedale di Feltre. Lì furono ricoverati per alcuni giorni e dimessi con prognosi superiori ai venti giorni per entrambi.

L’imputato, che ora risiede a Seren del Grappa, in casa di un parente, dovrà rispondere anche di maltrattamenti nei confronti del padre invalido. Secondo la procura della Repubblica di Belluno, a causa del suo carattere particolarmente irascibile, l'uomo avrebbe sottoposto l'ambiente domestico ad un regime di terrore. In particolare nei confronti del padre invalido, che sarebbe stato più volte aggredito fisicamente nel corso degli ultimi mesi. L'uomo, che ha deciso di mettere fine al clima di terrore instaurato in casa denunciando il figlio in procura, nell’estate scorsa, ha prodotto un paio di certificati medici, rilasciati dall'ospedale di Feltre, che dimostrerebbero i maltrattamenti subiti.

In particolare un certificato medico proverebbe un'aggressione avvenuta il 30 dicembre 2011, quando il giovane, per futili motivi, avrebbe aggredito il padre a colpi di calci, pugni e schiaffi tanto da provocargli la rottura di un timpano.

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