Le edicole in piazza cambiano veste Partono i lavori di ristrutturazione

BELLUNO. Voltiamo pagina. Le storiche edicole di piazza dei Martiri e piazza Vittorio Emanuele metteranno presto il vestito nuovo. Da una parte Arnoldo e De Zaiacomo e dall’altra De Toffol e Visentini hanno in mano i progetti di ristrutturazione. Quelle che tutti definiscono simpaticamente, ma anche realisticamente, scatole di sardine, diventeranno più belle e accoglienti, mentre adesso sono congelatori in inverno e forni d’estate. Non basta attrezzarsi con la stufetta o il ventilatore: brividi o sudore. E poi è giusto mandarle in pensione, perché non ce la fanno più a contenere non solo la carta dei giornali, ma anche tutto quello che viene messo in vendita con i quotidiani o i periodici: dai dvd alle creme di bellezza.
Di fronte al teatro Comunale, il primo passo è stato l’eliminazione della cabina telefonica della Telecom. Al suo posto, ci sarà una panchina utile per chi aspetta l’autobus, magari dopo aver comprato il biglietto dal giornalaio. Ma ci sarà anche un po’ di spazio, per allargare la rivendita su quel lato, perché dall’altra parte c’è palazzo Miari Fulcis, con il caffè Commercio: «Siamo qui da nove anni ed è davvero arrivato il momento di cambiare veste», allarga le braccia De Toffol, «abbiamo fatto preparare quattro progetti e speriamo che uno venga approvato. C’era anche la possibilità di lasciare questo lato della piazza e sistemarsi accanto ai giardini, ma vedremo cosa sarà meglio fare. Non sappiamo di preciso nemmeno quando potremo cominciare i lavori, certo non potevamo non notare che la cabina non c’è più. Nessuno telefonava più, semmai era alla ricerca di monete restituite».
Le colleghe dall’altra parte hanno le stesse emergenze e quando piove forte sono costrette a chiudere bottega. Il Comune cosa dice, premesso che i lavori saranno a carico dei gestori? Quando si potranno avere le edicole nuove? «Credo entro la prossima primavera», immagina l’assessore Valerio Tabacchi, «nel frattempo una delle cose che abbiamo chiesto è che le due gestioni si accordino, per fare dei lavori il più possibile uniformi. Possibilmente, ricordando il territorio, il che può voler dire utilizzare il legno. Noi cercheremo di essere il più possibile elastici, nell’ambito di un progetto di riqualificazione complessiva della piazza». (g.s.)
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