Equitalia, i Comuni in ordine sparso

BELLUNO. Da domani Equitalia cesserà di riscuotere gli insoluti per conto di quei Comuni (nel Bellunese sono circa un terzo) che si avvalgono ancora della società dell'agenzia nazionale per recuperare imposte e multe non pagate.
Nei giorni scorsi Equitalia ha inviato una lettera a tutti i sindaci – sono seimila in Italia – avvertendoli che da lunedì 20 maggio (domani) non potrà garantire che le pratiche vengano portate a buon fine. Dal 1° luglio, infatti, la società cesserà di svolgere il servizio di riscossione coattiva, cioè di recuperare gli importi di multe e tributi che non sono stati pagati.
I Comuni bellunesi si sono adeguati solo in parte, nonostante sapessero da mesi come si sarebbe sviluppata la situazione. Nell'autunno dello scorso anno, infatti, sembrava che Equitalia dovesse cessare di svolgere il servizio di riscossione coattiva con il 1° gennaio. Poi c'è stata una proroga, di sei mesi, e forse qualcuno sperava in un ulteriore prolungamento, che non c'è stato.
Fra un mese e mezzo bisognerà arrangiarsi a riscuotere gli insoluti e le alternative sono tre: dare il servizio in gestione a un altro soggetto, tramite gara; ragionare nell'ottica di associazione di servizi e farlo svolgere alla Comunità montana (un discorso, questo, valido soprattutto per i Comuni piccoli); gestire in proprio, cioè con gli uffici comunali, la riscossione coattiva.
Qualcuno già lo fa, e non da ieri. Per esempio Ponte nelle Alpi, che Equitalia non l'ha praticamente mai conosciuta visto che dal 2000 sono gli uffici di Cadola a occuparsi della riscossione coattiva.
Sono “in proprio” anche Borca di Cadore, Cortina, Pieve di Cadore e Valle, uno dei primi Comuni ad aver agito in questa direzione.
«Il più grave errore che commette Equitalia è che non fa distinzione fra chi non paga perché non può e chi non paga perché non vuole», spiega il sindaco di Pieve Maria Antonia Ciotti. «Per questo motivo anche noi l'abbiamo lasciata, e gestiamo con gli uffici la riscossione delle imposte non pagate».
Fra le quali si ritaglia un ruolo da protagonista l'Imu: «Stiamo ultimando le verifiche, ma l'ammanco è di circa 159 mila euro». Che andranno recuperati.
Un'altra ventina di Comuni si avvale del servizio offerto dalla Comunità montana Valbelluna, che si occupa di riscossione coattiva per i sei Municipi che la compongono (Limana, Trichiana, Mel, Lentiai, Sedico e Sospirolo), per dieci Comuni dell'Agordino, per Santo Stefano di Cadore, Calalzo, Domegge, Perarolo e Longarone.
«Preferiamo affrontare i cittadini che non hanno pagato una multa in modo umano», ribadisce il presidente della Cm Roberto Maraga, che ha messo l'ufficio tributi della Cm a disposizione di quanti volessero seguire questo principio da ormai un paio di anni.
Anche la Comunità montana Feltrina offre il servizio per quasi tutti i suoi Comuni: restano esclusi Feltre e Fonzaso, che usano ancora Equitalia e stanno ragionando sul da farsi. C'è però da dire che i numeri delle riscossioni sono piuttosto limitati: «Non ci sono troppi insoluti da gestire», segnala Ennio Vigne, presidente della Cmf e sindaco di Santa Giustina, che ritiene che non lasciare la riscossione coattiva in mano ad Equitalia sia «una questione di buonsenso, oltre che una scelta operativa migliore». Circa trenta Comuni, infine, si avvalgono ancora della società dell'agenzia delle entrate. Fra questi c'è tutta la conca dell'Alpago: i sindaci stanno valutando se convenga loro gestire il servizio in proprio o se delegarlo alla Cm che si appoggerebbe alla Cm della Valbelluna. Anche in montagna molti Comuni usano ancora Equitalia per recuperare gli insoluti, e pochi hanno già deciso come svolgeranno il servizio dal 1° luglio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








