Fiumi a secco, l’Enel viene assolta

BELLUNO. In primo grado erano stati condannati ad un anno di reclusione per danneggiamento aggravato. Ora, i giudici della Corte d’Appello di Venezia, li ha tutti assolti nel merito, nonostante il reato fosse ampiamente caduto in prescrizione. I giudici veneziani hanno inoltre revocato la provvisionale di un milione di euro che l’Enel avrebbe dovuto sborsare in favore del ministero dell’Ambiente.
È la sentenza definitiva del processo a sei dirigenti dell'Enel, responsabili delle unità operative dell'azienda elettrica dislocate in provincia, e accusati di non aver rispettato il minimo deflusso vitale nei torrenti, danneggiando l'ambiente.
I sei imputati, definitivamente assolti perché il fatto non costituisce reato, erano, all'epoca dei fatti, tra il 2000 ed il 2004, i responsabili delle unità operative Enel di Soverzene, Agordo, Calalzo, Feltre e Vittorio Veneto: Angelo Nasso, 58 anni di Polistena, Francesco Cattaruzza Dorigo, 54 anni di Auronzo, Sergio Adami, 52 anni di Farra di Soligo, Paolo Tartaglia, 53 anni di Barga, Dario Feltrin, 53 anni di Longarone e Ivano Tonon, 59 anni di Conegliano (tutti difesi dagli avvocati Sandro De Vecchi e Cesare Zaccone).
L'accusa contestava loro di aver effettuato prelievi idrici selvaggi e di non aver rispetto il minimo deflusso vitale nei torrenti. Quattro anni di indagini del Corpo forestale, tra il 2000 ed il 2004, avevano portato la procura della Repubblica di Belluno a stabilire che a far boccheggiare i pesci negli affluenti del Piave (ma anche in piccoli corsi d'acqua) furono le prese Enel per l'alimentazione delle centrali. Un danno che il Ministero dell'Ambiente aveva quantificato in 12 milioni di euro ma che, invece, un perito ridimensionò ad una cifra compresa tra i 3 ed i 5 milioni di euro.
Nel processo di primo grado, conclusosi il 20 marzo 2008, i sei dirigenti dell’Enel erano stati prosciolti da un’altra accusa, inizialmente contestata, quella di distruzione o deturpamento di bellezze naturali, in quanto il reato era caduto in prescrizione.
I legali degli imputati avevano subito impugnato la pesante condanna inflitta dal tribunale di Belluno. Proprio ieri, a distanza di cinque anni dalla sentenza di primo grado, s’è discusso il processo in Appello quando ormai gli imputati sapevano che la prescrizione li avrebbe comunque salvati.
Ma i giudici della Corte veneziana hanno deciso di entrare nel merito della vicenda con una sentenza che ha di fatto assolto i dirigenti Enel, sollevandoli dalla pesante ombra di aver danneggiato l’ambiente.
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