DOLOMITI»UN MARCHIO DA SFRUTTARE

BELLUNO. Un tour delle Dolomiti. È uno dei progetti su cui sta lavorando la Fondazione Dolomiti Unesco. «Un itinerario che possa far apprezzare al turista», spiega Paola Matonti, «l'intero patrimonio...
Di Stefano Vietina
Le Tre Cime, sulle Dolomiti, una delle immagini contenute nell'album Panini, ?Il Patrimonio UNESCO in Italia?, dedicata ai 47 siti italiani dichiarati patrimonio dell'Umanita' , da domani in vendita in tutte le edicole. ANSA/ UF.ST.PANINI/ ONLY EDITORIAL USE - NO FILE - NO SALES
Le Tre Cime, sulle Dolomiti, una delle immagini contenute nell'album Panini, ?Il Patrimonio UNESCO in Italia?, dedicata ai 47 siti italiani dichiarati patrimonio dell'Umanita' , da domani in vendita in tutte le edicole. ANSA/ UF.ST.PANINI/ ONLY EDITORIAL USE - NO FILE - NO SALES

BELLUNO. Un tour delle Dolomiti. È uno dei progetti su cui sta lavorando la Fondazione Dolomiti Unesco. «Un itinerario che possa far apprezzare al turista», spiega Paola Matonti, «l'intero patrimonio Unesco delle Dolomiti. Ci stiamo muovendo mettendo in rete quanto i servizi pubblici già offrono, su strada e su ferrovia. Fare rete in fondo è la nostra missione».

Paola Matonti, già Segretario generale della Provincia Autonoma di Trento dal 1980 al 1987, è la responsabile dell’Unità temporanea di coordinamento della Fondazione, di cui fanno parte anche Sergio Bergnach, del comitato tecnico, e Cesare Lasen, del comitato scientifico. Un organismo istituito nel settembre 2011 per guidare la Fondazione, dopo che il segretario generale, Guido Campeol, lasciò all'improvviso il suo incarico per «divergenze sulla strategia di gestione» con il presidente di allora, l'assessore provinciale al turismo Alberto Vettoretto.

La Fondazione Dolomiti-Dolomiten-Dolomites-Dolomitis Unesco è una macchina complessa, difficile da mettere in moto e anche da guidare, poiché ne fanno parte cinque Province e due Regioni, e ciascuna ha le sue esigenze e va alla sua velocità. Tant'è che in questa fase di rodaggio (perché nonostante i tre anni di vita, ancora di rodaggio si tratta) chi può si arrangia con le strutture a disposizione, ovvero le Province.

Belluno, che però la Provincia l'ha commissariata, sconta chiaramente una mancanza di leadership e di traino, avendo peraltro in mano la gestione di uno dei settori strategici di tutta la Fondazione, come la promozione turistica.

Cosa chiedono, infatti, alla Fondazione i cittadini, ma anche le associazioni di categoria, gli operatori economici e turistici, se non una promozione del territorio, delle sue bellezze naturali, ma anche storiche, architettoniche ed artistiche? Per promuovere, però, bisogna non solo fare, ma anche far sapere. Ed a Belluno, ad esempio, non esiste ancora la cartellonistica che altre province hanno già installato. E se poi anche l'aggiornamento delle news sul sito internet ufficiale (www.fondazionedolomitiunesco.org) è fermo al novembre 2012 e la “press area” a un anno prima, difficile che questa funzione fondamentale possa essere assolta.

«Sono comunque molte le attività che stiamo portando avanti», sottolinea Paola Matonti, «a cominciare dalla formazione, sulla quale abbiamo lavorato molto proprio su Belluno, in collaborazione con la Fondazione Angelini. In questi giorni stiamo definendo anche la nuova edizione dell’ExpoDolomiti a Longarone Fiere, una vetrina fondamentale per noi; poi abbiamo già fatto conoscere i nostri territori in varie trasmissioni televisive della Rai, come “Linea Verde”, “BellItalia”, “A come avventura”, grazie alla collaborazione con l'ex dirigente della tv di stato Mario Maffucci; inoltre, in questo periodo stiamo realizzando, proprio a Belluno, il progetto “Cittadini in erba. Io vivo qui. Territorio, paesaggio, comunità”, iniziativa dedicata a docenti ed alunni delle scuole secondarie di primo grado, per l'osservazione, la tutela e lo sviluppo sostenibile della montagna».

La quantità e la qualità del materiale già prodotto dalla Fondazione è dunque rilevante, lo confermano anche fonti scientifiche super partes; adesso si tratta di innestare una marcia in più, superando i lacci burocratici che, ad esempio, hanno impedito al Consiglio di amministrazione di riunirsi dal 29 agosto 2012 ad oggi. Ed anche ricercando maggior visibilità e consenso. «Ci stiamo lavorando. Non a caso», sottolinea Matonti, «possiamo già contare su oltre cento soci sostenitori, fra privati, aziende, comuni, enti; ed abbiamo proposto un tavolo di confronto fra sostenitori e reti funzionali, per mettere più in sintonia la Fondazione con i territori».

@vietinas

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