Ponte chiuso, Soverzene si mobilita

È nato ufficialmente il comitato civico “Liberi di muoversi” per far sentire la voce della popolazione di Soverzene alle prese con i disagi provocati dalla chiusura del ponte-diga.
«Oggi nasce questo comitato», dice Gianni Burigo, uno dei membri, «come supporto all'amministrazione, per rafforzare l'attenzione sui disagi che stiamo subendo e vanno avanti ormai da novembre. Ci preme sottolineare alcune cose: la mancanza di rapidità dei lavori al ponte e alla strada alternativa intercomunale, la poca attenzione da parte dell'Enel e la sua mancanza di comunicazioni pubbliche su tempi e progressi del cantiere. La gente è stufa dei continui rinvii del supposto termine dei lavori (l'ultimo da fine dicembre a metà marzo) e poi c'è anche la questione economica, con le famiglie costrette a sobbarcarsi 15 km aggiuntivi e relativi tempi di percorrenza allungati e costi della benzina lievitati. Per fare un esempio c'è chi lavora a Ponte e adesso si mangia il panino invece di tornare a casa. C'è stato un approccio troppo sbrigativo e poco efficiente da parte di Enel, che bada solo a se stessa e poco alla gente, le colpe sono anche di Veneto Strade e Provincia, hanno mandato delle ditte non attrezzate per una mole di lavoro così grande e impegnativa».
Questi saranno i primi atti concreti del comitato: «Una lettera a prefetto e consiglieri regionali», dice Burigo, «poi studieremo una richiesta di rimborso spese per la benzina e i danni ai veicoli dovuti alla scarsa manutenzione stradale. Poi un sollecito al Comune di Longarone per la strada di Provagna e soprattutto chiarire le responsabilità dell'Enel per aver all'inizio sottovalutato la questione, magari con la nomina di un perito, che dovrà essere a carico dell'Enel stessa».
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








