Capocelli: «Contro la crisi serve la guerra psicologica»
BELLUNO. Vittorio Capocelli, commissario della Provincia da novembre, tira un sospiro di sollievo: «I problemi a monte e le difficoltà di partenza facevano temere il dissesto e questo spettro ci ha accompagnati per tutti questi mesi. È stato un travaglio, ma poi siamo riusciti a produrre questo bilancio in pareggio, grazie anche all’impegno del personale che si è adoperato per esplorare tutte le opportunità. Non ci sono stati tagli alla spesa tali da comportare disagio per la popolazione, nè aumenti ai tributi».
Ma se il pareggio di bilancio era importante, non si può certo dire che la Provincia, in queste condizioni, sia determinante per le sorti del territorio bellunese. Nell’attesa che governo e Parlamento (ma anche la Corte Costituzionale) decidano le sorti di questi enti, il commissario interpreta la situazione con ottimismo e spiega cosa sta facendo la sua squadra, composta da tre sub commissari: «Continuiamo il percorso ristretto entro i nostri compiti istituzionali di sovvenire ai bisogni della popolazione e alle insorgenze». In un periodo di crisi, il ruolo della Provincia nelle vertenze aziendali sarebbe fondamentale: «Lavoriamo allo sviluppo e all’occupazione», assicura Capocelli. «C’è il tavolo del lavoro, con il quale cerchiamo soluzioni anche palliative. Cerchiamo di compattare le municipalità, gli enti preposti e le parti sociali, creando un sistema di vasi comunicanti. Il nostro è un lavoro di ricerca e gli enti e i soggetti preposti svolgono egregiamente questa tattica. Il mio compito onestissimo è quello di supportare la Regione e dare piena collaborazione ai sindaci, agli enti, ai privati e alla stampa per creare un’informazione positiva. Nella mia esperienza nel settore della sicurezza», conclude il commissario prefettizio, «ho appreso che è importante anche la guerra psicologica nella percezione della sicurezza, affinché la società vada per il meglio, evitando la ritirata dell’economia verso fortini protetti». (i.a.)
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