E la politica si coalizza contro la burocrazia
CIBIANA. «Quello della Fondazione è un vergognoso immobilismo, di cui portano la responsabilità sia la precedente amministrazione provinciale e sia l’attuale commissariamento; ma anche la Regione Veneto ha le sue colpe, considerato che si sta completamente disinteressando del problema».
L’accusa è di Sergio Reolon, consigliere regionale del Pd, che invita il governatore Luca Zaia a battere un colpo.
«Se non lo fa vuol dire che effettivamente non gli interessa niente della Fondazione, peraltro subita dal Centrodestra, fin dai tempi della mia amministrazione».
Dario Bond, capogruppo regionale del Pdl, per la verità è ancora più furibondo.
«Ringrazio Messner perché ci dà uno scossone indispensabile: così proseguendo la Fondazione, infatti, va a chiudere, ci vuole una nuova governace per andare avanti sul serio».
Bond precisa di non avere fiducia nella gestione commissariale, a suo avviso «ci vuole ben altro. Bisogna che la parola ritorni in capo ai soci fondatori e che questi abbiano uno scatto molto forte di reazione; perché, al punto in cui ci troviamo, non basta una mera sopravvivenza: la montagna ha bisogno di ben altro».
Il vicepresidente del consiglio regionale, Matteo Toscani, cercherà in queste ore di raggiungere Reinhold Messner ed avere un’impressione di prima mano, «anche se solo per telefono, perché sono al congresso della Liga veneta».
Toscani vuol sentire direttamente dal più noto esperto d’alta montagna che cosa si può fare per «rilanciare la Fondazione», che è «sostanzialmente defunta da quando ha cessato di vivere la Provincia».
Quanto meno sarà necessario, a suo avviso, che i componenti del Cda si incontrino al più presto per decidere come proseguire l’esperienza. Anche secondo Toscani, infatti, in questi primi anni di attività a prevalere è stata solo la burocrazia, «che pure ci vuole, perché l’Unesco è anzitutto una macchina che mangia carte di ogni tipo»; ma la montagna, specie in un momento di crisi come questo che stiamo vivendo, ha bisogno di strumenti ben più operativi. Coincidono, quindi, le analisi dei rappresentanti bellunesi in Regione; ma Reolon, che sta all’opposizione, invia sia Bond e Toscani ad attivarsi presso la presidenza-Zaia. «Che non creda, il presidente, di aver esaurito il suo impegno allungando i 200 mila euro del primo finanziamento». (f.d.m.)
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