Safilo, alta tensione a Longarone Confronto rinviato
LONGARONE. Sale la tensione al tavolo della trattativa contro i mille esuberi della Safilo.
Dopo circa otto ore di confronto (l’incontro è iniziato ieri mattina alle 11), intorno alle 19 le parti sociali hanno lasciato lo stabilimento di Longarone dove si è svolto il terzo vertice della settimana. Doveva essere quello risolutivo, almeno negli intenti, ma così non è stato. Anche se la svolta potrebbe essere vicina.
Bocche cucite tra i sindacati, che annunciano un nuovo incontro per lunedì a Santa Maria di Sala, affidando a un comunicato l’esito di questo vertice.«Le parti registrano un ulteriore, anche se ancora insufficiente avanzamento, in quanto non ancora ricevute risposte in merito alle prospettive industriali future. La trattativa, pertanto, continuerà nel pomeriggio di lunedì prossimo a S. Maria di Sala confidando in ulteriori passi avanti. Rimane confermato lo stato di agitazione per tutte le forme di flessibilità e il blocco dello straordinario».
Da quanto si capisce, quindi, sarà proprio lunedì la giornata decisiva per questa lunga e difficile trattativa. Difficile tanto che, ad un certo punto, verso metà pomeriggio, sono rimasti al tavolo soltanto i segretari regionali delle categorie, mentre tutti gli altri, segretari provinciali e Rsu sono usciti, lasciando spazio a quella che viene definita una trattativa ristretta. «È una cosa normale», spiegano le organizzazioni sindacali, «che la delegazione decide a che ranghi far continuare il confronto per portare a casa la trattativa migliore».
Sul tavolo, ieri, i nodi più importanti di una partita che vede in gioco il futuro di mille dipendenti del gruppo Safilo. «Siamo entrati nel merito delle questioni», precisa Giuseppe Colferai della Filctem Cgil bellunese, «qualche passo avanti è stato fatto, ma ci sono ancora molti “se” e molti “ma”. Per cui abbiamo deciso di lasciare questo fine settimana all’azienda per riflettere su quanto è stato detto, e lunedì si riprende. I temi sono delicati e la trattativa è arrivata ad un punto critico, per cui se la risposta alle nostre richieste sarà positiva, allora si potrà continuare il percorso, altrimenti si torna al punto di partenza di qualche settimana fa».
La partita è talmente importante che, come più volte hanno ribadito le organizzazioni sindacali, «o si porta a casa l’intero pacchetto oppure non se ne fa niente». E questo è il punto più difficile, far accettare all’azienda tutte le richieste. La tensione, intanto, sale anche tra i lavoratori e negli stabilimenti. L’incertezza aumenta e con essa il timore per il posto di lavoro.
Resta quindi alta l’attesa per quanto avverrà lunedì allo stabilimento di Santa Maria di Sala dove, alle 14, si riprenderà la trattativa e dove, con ogni probabilità, si giocherà il tutto per tutto. (p.d.a.)
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