Gabelli, il recupero a medio termine

L’associazione ha incontrato i due candidati: «Non vi lasceremo fare quello che volete». Chiesto un tavolo permanente
Di Ezio Franceschini
Claudia Bettiol e Jacopo Massaro si confrontano sulle Gabelli
Claudia Bettiol e Jacopo Massaro si confrontano sulle Gabelli

BELLUNO. Candidati sindaco a confronto sul futuro della scuola elementare Gabelli ieri al Parco Bologna. Le vicissitudini dell’istituto, dal primo crollo di elementi non strutturali (ottobre 2007) col primo intervento di recupero e poi, purtroppo, al secondo crollo che ne ha decretato la chiusura definitiva con lo spostamento degli alunni nell’attuale prefabbricato, sono stati ripercorsi da Marco Rossato, referente per l’associazione per il recupero della scuola costruita nel 1935. «Non vi lasceremo fare quello che volete», ha detto Rossato, «vogliamo discutere insieme le modalità del suo restauro. Fino al primo intervento il modello era stato quello giusto, la gente cioè capiva quello che si stava facendo, poi però dopo il secondo crollo questo modello è stato disatteso e si è proceduto con interventi non ortodossi».

L’associazione ha ricordato che la Gabelli è un patrimonio per la città non solo storico e architettonico «ma anche culla di sperimentazione didattica a livello nazionale» e punta a forzare i tempi per il suo recupero. I punti su cui Jacopo Massaro e Claudia Bettiol, protagonisti di una poltrona per due a Palazzo Rosso, sono stati invitati a rispondere riguardano il recupero completo dell’edificio che sta continuando lentamente a degradarsi (costo attorno ai 5 milioni di euro), quello dell’archivio contenuto nella scuola, della palestra, praticamente agibile, e del giardino, ricco di varietà botaniche.

Fatto salvo il primo punto, per il quale ci vorrà tempo e studio, «chiediamo di poter rientrare presto nel giardino e di recuperare l’archivio e lo spazio della palestra», domanda l’associazione. Bettiol e Massaro si sono detti entrambi d’accordo sulla validità delle richieste. «Non possiamo promettere senza sapere che risorse ha a disposizione il Comune», ha premesso Bettiol, ricordando che già Prade aveva chiesto alla Fondazione Cariverona un parziale finanziamento, «ma con 2-3 mila euro si può chiudere in fretta la pratica per il giardino e la palestra. Poi nella scuola va previsto un museo didattico. Essendo molto grande poi ci si può anche accorpare l’asilo nido Cairoli che è in difficoltà».

Poi Bettiol ha ricordato che c’è un progetto di recupero della Gabelli, redatto dagli studenti del Segato con l’architetto Palma, e quei 550 milioni di euro stanziati dallo Stato per l’edilizia scolastica (e già un ricordo) «di cui la precedente amministrazione non ha approfittato per la mancanza di un progetto».

Massaro, che era all’opposizione in consiglio comunale al tempo dei crolli, ha ricordato come nelle intenzioni della giunta il prefabbricato avrebbe dovuto essere solo temporaneamente una scuola per poi passare ad altre funzioni. «I bambini devono ritornare alla scuola Gabelli», ha detto Massaro ricordando come nell’immediato il costo per il recupero fosse basso (circa 1 milione e mezzo di euro) «ma qualcuno ha voluto mettere in conto anche delle migliorie e il costo è schizzato a 5 milioni di euro così Regione e Stato a quel punto hanno detto no, non si può fare». La proposta di Massaro è quella di recuperare in tempi medi, oltre a quanto già detto per l’immediato, una delle due ali «sufficiente a contenere gli alunni e meno costosa per le migliorie, la messa a norma e la manutenzione. Ma bisogna avere dei progetti pronti, prima di chiedere i soldi».

Infine Rossato ha chiesto a entrambi i candidati la possibilità di aprire un tavolo permanente su queste problematiche. Richiesta accordata.

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