La squadra di governo è pronta: giunta corta, metà saranno donne

BELLUNO. Un giusto equilibrio tra uomini e donne e tra generazioni diverse, con un unico punto fermo: competenza data dalla professionalità. Due referati molto forti: quello legato a programmazione...
Di Irene Aliprandi

BELLUNO. Un giusto equilibrio tra uomini e donne e tra generazioni diverse, con un unico punto fermo: competenza data dalla professionalità. Due referati molto forti: quello legato a programmazione e bilancio e quello sul turismo, dove ci sarà una persona con competenza specifica molto elevata. Jacopo Massaro tiene accesa la curiosità sui nomi che potrebbero comporre la sua giunta, in caso di vittoria al ballottaggio del 20 e 21 maggio, ma traccia un profilo della squadra.

«Nominerei una giunta “corta” con sei assessori al posto dei dieci che abbiamo visto in passato», dice Massaro, «e in coerenza con lo spirito con il quale ho costruito il mio progetto. Quindi sarà una giunta di totale rinnovamento, non espressione di ciò che c’è già stato». Per Massaro la coerenza con il percorso fatto finora si concretizza in un: «Rinnovamento bilanciato dalle competenze individuali delle persone, scelte in base alle professionalità e alla rappresentatività della società bellunese, quindi anche di fasce anagrafiche differenti».

In attesa di chiudere, Massaro aggiunge: «Mi posso sbilanciare dicendo che il giunta ci sarebbero metà donne e metà uomini e, nella scelta di persone di fiducia, ho adottato un criterio che esula da qualunque vincolo di contrattazione con le forze politiche. Si tratta di un processo per me possibile, grazie al fatto di essere slegato da logiche di partito», ma anche dalla generosità di molti “pezzi grossi” che sostengono Massaro e che, fin dall’inizio, hanno dato la loro disponibilità senza porre condizioni.

«Si sono sentite chiacchiere di ogni genere», ricorda il candidato sindaco, «ma sono infondate. Nella mia eventuale giunta ci saranno esterni e persone delle liste che mi hanno sostenuto, ma nessuno di “lungo corso”. Ho pensato a una squadra, non ho incasellato dei nomi. Ci sono ancora alcune opzioni aperte, ma vanno tutte nella stessa direzione». Insomma, Massaro non fa nomi, ma quelli che circolano sulla base dei soli voti di preferenza sono in gran parte sbagliati, per lo meno per la giunta, perché pare che Massaro intenda amministrare riconoscendo all’intero consiglio comunale un ruolo da protagonista ben più significativo di quanto lo abbia avuto negli ultimi anni.

«Le persone di esperienza faranno la loro parte in consiglio comunale, come deciso dai cittadini e condiviso con tutti. Gli esterni», aggiunge il candidato sindaco al ballottaggio, «sono stati misurati per professionalità, competenza e profilo morale». Ma non solo giovani: «Ho cercato persone di tutte le età perché da sempre sostengo che oggi c’è una parte che ha ottenuto garanzie sociali e altre che forse non ci arriveranno mai. Ho voluto rappresentare entrambi, perché ricucire fette di società è fondamentale e offro la possibilità a chi è in difficoltà di incidere sul proprio futuro. L’obiettivo è quello di sopperire a un’emergenza educativa: comunicare ai più giovani che ci si occupa di loro, affinché a loro volta si occupino di chi arriva dopo».

Massaro conclude: «Penso di aver fatto un passo avanti rispetto al percorso tracciato. La città ha bisogno di rinnovamento; di dare una svolta, inserendo elementi di discontinuità, ma senza avventure».

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