Accoglienza e affido si cercano famiglie

FELTRE. Sono ancora poche, circa una decina, le famiglie disponibili all’affido di bambini e ragazzi che hanno bisogno di essere allontanati per un certo periodo dai genitori. Eppure, il bisogno è in...
Seconda Costa Naturalmente pag07 RFG02F
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FELTRE. Sono ancora poche, circa una decina, le famiglie disponibili all’affido di bambini e ragazzi che hanno bisogno di essere allontanati per un certo periodo dai genitori. Eppure, il bisogno è in crescita e l’opzione sulle comunità alloggio (come si chiamano ora quelli meglio conosciuti come istituti per minori) non sembra essere la migliore per ogni caso indistintamente. È per questo che il gruppo per l’affido familiare dell’Usl 2 si sta muovendo al fine di poter allargare la rete. Giovedì alle 20,30 in sala degli stemmi, c’è la serata conclusiva di un primo ciclo di incontri per promuovere l’accoglienza e l’affido sul territorio feltrino. Come per gli altri incontri, anche giovedì a Feltre la psicologa psicoterapeuta Fiorenza Milano, esperta regionale in materia di affido, tratterà il tema “C'entro anche io: l'affido familiare in una comunità accogliente”.

Sarà un modo per riflettere sull'importanza di creare e dar voce alle piccole reti di solidarietà familiare che possono fornire risposte concrete di supporto e accoglienza a bambini e adolescenti che necessitano di un contesto alternativo a quello familiare, anche per brevi periodi di tempo.

In questo contesto sarà proiettato il documentario “La mia casa è la tua” che raccoglie una serie di esperienze vissute direttamente dalle famiglie affidatarie, già presentato nelle serate di questo primo ciclo di incontri a Pedavena, Fonzaso e Alano di Piave.

Questa primo ciclo di serate si colloca all'interno di un progetto triennale più ampio, sulla promozione del benessere della cultura della prima infanzia, della solidarietà interfamiliare. Il piano di zona dell’Usl 2, in vigore fino al 2015, prende in considerazione il fenomeno della fragilità delle figure genitoriali che spesso si trovano a gestire in solitudine l’ambito educativo della relazione con i figli. Da qui nasce il bisogno di sostenere i ruoli ma anche di formare figure di supporto, come possono essere quelle degli affidatari che si prendono cura dei minori per un periodo variabile e con soluzioni diversificate. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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