Siccità, il Bim Gsp chiede lo stato di calamità

Bim Gsp ha deciso di correre ai ripari di fronte all’emergenza acqua e, nei giorni scorsi, ha attivato le autorità competenti – Prefettura e Provincia – affinché venga valutata l’ipotesi di dichiarare lo stato di calamità naturale
Autobotti per rifornire gli abitanti genovesi che a causa dei tubi dell'acqua ghiacciati non hanno acqua nelle loro case, questa mattina 07 febbraio a Genova. -ANSA/LUCA ZENNARO-
Autobotti per rifornire gli abitanti genovesi che a causa dei tubi dell'acqua ghiacciati non hanno acqua nelle loro case, questa mattina 07 febbraio a Genova. -ANSA/LUCA ZENNARO-

BELLUNO. Continua a destare preoccupazione, negli uffici di Bim Gsp, il continuo calo di portata delle sorgenti bellunesi dovuto dalla forte siccità degli ultimi sei mesi: l’accumulo di neve rispetto alla media degli anni precedenti, è nettamente in deficit, 104 milioni di metri cubi quale disponibilità d’acqua equivalente del manto nevoso contro una media di 300 milioni negli ultimi 9 anni e di 250 milioni negli ultimi 45 anni.

E non lasciano ben sperare, in termini di accumulo d’acqua, anche le previsioni per le prossime settimane: bel tempo diffuso salvo qualche sporadica precipitazione prevista a inizio mese.

Bim Gsp ha deciso di correre ai ripari e, nei giorni scorsi, ha attivato le autorità competenti – Prefettura e Provincia – affinché venga valutata l’ipotesi di dichiarare lo stato di calamità naturale.

«Al momento non vi è emergenza diffusa – spiega la società – ma la siccità, di fatto, c’è e si farà sentire, con diverse tempistiche, un po’ su tutto il territorio. Doveroso, quindi, da parte nostra mettere in campo le azioni che consentano di dare priorità al problema: attendiamo, ora, che le autorità competenti valutino la situazione».

Ma non è l’unica azione messa in moto da Bim Gsp: ieri mattina la società ha scritto a tutti i sindaci invitandoli a vietare, con apposite ordinanze, prelievi per usi secondari (lavaggio delle auto, innaffiamento di orti/giardini). Non solo, Bim Gsp ha chiesto ai Comuni di monitorare eventuali prelievi anomali o non autorizzati dalla rete idrica locale, come pure di considerare l’eventuale razionamento dell’erogazione per le utenze produttive.

I Comuni in caso di emergenza saranno tenuta a segnalare eventuali utenze sensibili alle quali è opportuno garantire una fornitura idrica alternativa (persone anziane o disabili, strutture ospedaliere, case di riposo).

«Ad oggi la nostra società ha già adottato le misure adeguate per migliorare la disponibilità idrica generale: laddove possibile abbiamo posato temporanei collegamenti tra reti acquedottistiche e andiamo ovunque a riparare perdite in modo da mantenere in linea i livelli dei serbatoi di accumulo».

Ecco dove in questo momento è più evidente il calo di portata nelle sorgenti: «L’area più vulnerabile è sicuramente l’Agordino (Livinallongo, Rocca Pietore, Cencenighe, Canale d’Agordo, Rivamonte, Gosaldo, Voltago) a seguire il Feltrino con Sovramonte (Aune e Croce d’Aune tuttora alimentate da autobotti) e Arsiè (Mellame). Complessivamente, tra le due aree, abbiamo effettuato 34 rifornimenti con autobotti per un totale di mille utenze. Manteniamo, inoltre, il monitoraggio anche sulle sorgenti del Venal a Ponte nelle Alpi (utenze di Coi de Pera), dell’Alpago e della Pezzericola (utenze di Sospirolo e via Antole a Belluno) e dello Schiara (utenze Col di Roanza)».

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