Un post su Facebook e la bella Julia finisce dritta nella tormenta

«Questo hotel non è 4 stelle». E lo Splendid Venezia ribatte: «Viene da dieci anni con la squadra, non s’è mai lamentata»
Julia Mancuso of USA speeds down the course during the women's Alpine skiing World Cup Downhill race in Cortina, Italy, 14 January 2012. ANSA/ANDREA SOLERO
Julia Mancuso of USA speeds down the course during the women's Alpine skiing World Cup Downhill race in Cortina, Italy, 14 January 2012. ANSA/ANDREA SOLERO

CORTINA

Quand’è che un post su Facebook diventa una notizia?

Certamente quando a scriverlo è l'americana Julia Mancuso, brava e avvenente sciatrice che sul social network ha una pagina con 132.019 fans.

Venerdì pomeriggio la Mancuso si è lamentata sulla sua pagina Facebook dell'albergo dove era ospite a Cortina: lo Splendid hotel Venezia.

Un albergo che, secondo la statunitense, di splendido avrebbe solo il nome.

«Qualcuno conosce un buon hotel a Cortina?», chiede pubblicamente l’italo americana sul social network, «dalla nostra esperienza qui, 4 stelle significa 2 reali... Voglio solo svegliarmi riposata la mattina, datemi consigli così prenotiamo già per il prossimo anno».

La sciatrice, famosa anche per le sue pose celebri... al naturale, ha subito spiegato ai suoi fans il motivo dello sfogo; che, almeno a suo dire, sarebbe condiviso dalla squadra.

«Siamo all’hotel Splendid Venezia», scrive, «la gente è molto simpatica, ma la struttura è davvero datata. I muri devono essere vecchi o qualcosa del genere, mi sono alzata con il mal di testa: sto pensando di dormire nel mio Volkswagen California questa notte».

Un camper, un mini van, poco più grande di un Suv, parcheggiato dietro l'hotel che la sciatrice usa per girare durante le tappe europee di Coppa.

A ieri sera, i fans della Mancuso su Facebook avevano messo 237 “mi piace” alle lamentele della loro amata; e in 44 hanno commentato. Molti italiani hanno consigliato alla Mancuso altre strutture; c'è chi ha approfittato per promuovere il proprio ristorante e c'è chi si è limitato a fare l'in bocca al lupo per le due gare sull'Olimpia delle Tofane.

Rispediscono invece al mittente le accuse allo Splendid Hotel Venezia.

«Questa è una feisbukkata», dicono i fratelli Francesco e Riccardo Monaco, che dirigono la struttura, «innanzitutto va detto che da parte della signorina Mancuso noi non abbiamo avuto nessuna lamentela. La squadra statunitense è ospite della nostra struttura da oltre dieci anni, dietro esplicita richiesta della Federazione Usa, semplicemente perché vi si trova a suo agio, con l’hotel intero a disposizione. Da sempre cerchiamo di agevolare la squadra, mettiamo a disposizione un piano per la preparazione dei materiali, degli sci, e delle sale per il training delle atlete. Né la Mancuso», ribadiscono dalla direzione, «nè tanto meno gli altri membri della squadra si sono lamentati con noi. Lei viene da anni, dorme un po' in albergo e un po' nel suo mini van, ma non ha mai detto il motivo; sappiamo che è abituata a stare nel suo mini van. Troviamo singolare che si dica che uno si sveglia con il mal di testa perché i muri sono poco spessi e vecchi. Credo che la squadra sia all'oscuro di tutto. Ma questa vicenda purtroppo ci ha lasciati perplessi e dispiaciuti. Noi abbiamo clienti che da anni tornano nella nostra struttura e nessuno si è mai lamentato. A noi dispiace innanzitutto che uno vada su Facebook a scrivere quello che gli passa per la testa e che, da un post, nasca un articolo di cronaca; ma dispiace ancor più», sottolineano i Monaco, «che chi ha riportato la frase di Facebook della Mancuso non sia venuto a chiedere anche il nostro parere. Un'atleta su tutta una squadra non può fare la realtà dei fatti; come credere poi a una ragazza che è abituata a dormire nel mini van e che non si è mai ben capito che canoni di comfort abbia. Noi siamo comunque più che tranquilli come lo sono i nostri ospiti», concludono in hotel, «e non abbiamo motivo per cospargerci la testa di cenere».

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