Elettrodotto, la richiesta è di due in uno

di Ezio Franceschini
BELLUNO
Spostamento dell’elettrodotto, nuovo ponte sul Piave ed edificazione nell’area produttiva: a Levego il Comune di Belluno gioca il tris. La posta in gioco è la propria credibilità nei riguardi della salute, gli interessi e le aspettative dei cittadini della frazione che l’amministrazione del sindaco Prade ha incontrato nei locali della scuola materna.
Il progetto di Terna spa per lo spostamento (e il potenziamento) dell’elettrodotto, il cui passaggio interessa la media valle del Piave, era il primo punto in discussione. Liberare il paese vecchio di Levego dall’attuale traliccio dell’alta tensione, chiedendo a Terna di accorpare quella linea a una seconda in programma che passerà più distante sulle rive del Piave. Questa è la proposta che il Comitato di Levego presieduto da Angela Zoppè, attraverso il Comune e l’interessamento del consigliere comunale Mauro Pavei, intende formulare in sede di osservazioni all’azienda titolare dell’opera di riordino dell’elettrodotto.
I tempi però sono stretti, il 17 gennaio scade infatti il termine per produrre al Ministero le osservazioni sia a livello personale che istituzionale, e sono già scaduti i termini per fare opposizione agli espropri, come ha sottolineato il portavoce del Comitato di Andreane (in destra Piave), Luigi Fontana, insieme al fatto che Ponte nelle Alpi, differentemente da Belluno «si è mosso in tempo per tutelare i suoi cittadini». In quella frazione la richiesta a Terna sarà di interrare un tratto di elettrodotto, in corrispondenza dei tralicci 7 e 8. Maggiori dubbi riveste la possibilità che anche a Levego possa venire interrato il tratto più vicino alla zona di rispetto, dove i proprietari di case sono piuttosto allarmati sia per la svalutazione degli immobili che per l’esposizione al fenomeno elettromagnetico. I costi infatti per Terna aumenterebbero di molto rispetto alla soluzione aerea. Ma ci sono anche altre criticità, fatte presente dall’assessore Paolo Gamba all’inizio, come la vicinanza all’aeroporto che condiziona il tracciato e la prossimità delle opere al sito del futuro Ponte sul Piave che dovrebbe alleggerire il traffico sulle due sponde del fiume.
A chi, tra i portatori di interesse presenti alla riunione, ha fatto presente di non essere stato avvertito in tempo dell’esistenza del progetto di Terna, il sindaco Prade ha risposto che «in ogni caso non è venuto alcun danno e ora siamo qui per cercare di risolvere il problema». L’assessore Gamba ha spronato gli “sfigati” proprietari di case comprese nella zona di rispetto più svantaggiata (12 fabbricati), a formulare osservazioni per proprio conto “da mettere insieme a quelle che porterà il Comune”. Ma le perplessità nel riuscire a far quadrare il puzzle di Levego per i cittadini, forse non solo per loro, rimangono. Sono diversi i motivi per cui non tutto è filato liscio, con alcune polemiche e contestazioni che hanno riguardato anche la realizzazione dei due capannoni industriali nella zona produttiva.
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