Torna la Family card per le 500 famiglie con tre o più figli

Per il quarto anno consecutivo Palazzo Rosso dà una mano ai nuclei numerosi che beneficeranno di sconti nei negozi
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di Alessia Forzin

BELLUNO

Quando la crisi morde il portafoglio, a risentirne sono soprattutto le famiglie. Se poi in casa ci sono tre o più figli, barcamenarsi tra bollette da pagare, affitto e spese che non fanno che lievitare diventa problematico.

Per tendere una mano ai nuclei familiari numerosi, il Comune di Belluno ha deciso di riproporre anche quest'anno la Family card, un progetto nato nel 2008 che consente di fare acquisti nelle attività commerciali della città che aderiscono a prezzi scontati.

Giunta al suo quarto anno consecutivo, la Family card è stata istituita dal Comune su sollecitazione dell’associazione nazionale famiglie numerose, da sempre attenta a cercare strategie per dare un aiuto concreto a chi si trova a sfamare, vestire e mandare a scuola parecchi figli.

«Si tratta di un progetto molto semplice, che non comporta costi, se non minimi, per l’amministrazione, ma che grazie alla sinergia di alcuni commercianti si traduce in un piccolo gesto di attenzione verso le famiglie della nostra città con tre o più figli», spiega l'assessore Marco Da Rin Zanco.

Sono circa 500 quelle che potranno beneficiare della card nel 2012, un totale di circa 3000 bellunesi che anche nei prossimi 12 mesi potranno recarsi in numerosi esercizi commerciali della città e veder riconosciuto il loro status di famiglia numerosa, che si tradurrà in uno sconto più o meno elevato.

I commerciati che hanno aderito alla Family card sono 43, un po' meno rispetto agli anni precedenti, quando hanno toccato anche punte di 89: «Quelli rimasti, però, sono quelli che più interessano alle famiglie per i beni di consumo che si possono acquistare», spiega Da Rin.

Le categorie commerciali che offrono prezzi scontati sono diverse, e coprono un ampio spettro: si va dal settore abbigliamento e calzature (anche per bambini) a quello dell'arredamento e degli articoli per la casa, dalle fiorerie ai negozi di giocattoli e articoli da regalo, ma hanno aderito anche farmacie, erboristerie, il settore delle riparazioni auto e sostituzione pneumatici, associazioni sportive che offrono sconti per iscriversi e praticare attività, negozi di elettrodomestici e informatica, sanitarie.

Non mancano ottici, gioiellieri e oreficerie, né il settore dei bar, ristoranti e pizzerie. Nel lotto figurano anche un fotografo e un'estetica, ma mancano i negozi di generi alimentari.

Gli sconti vanno dal 10 al 20%, in qualche caso arrivano al 30 ma nell'abbigliamento al 50% (su prodotti fuori stagione o fuori serie). «Sappiamo che questi progetti non potranno contribuire più di tanto a risolvere la situazione di povertà in cui versano sempre più famiglie», continua Da Rin.

«Credo però che sia importante proseguire in queste azioni, che riconoscono la famiglia dal punto di vista “culturale”, attribuendole uno status centrale nel presente e nel futuro della nostra comunità».

Le card verranno spedite in questi giorni dal Comune alle famiglie numerose, che potranno utilizzarle per tutto l'anno.

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