Cortina, "Incassi lievitati durante la verifica"

L’Agenzia delle Entrate: «Fino al 400% in più». Ma scoppia la polemica sull’operazione in negozi e locali pubblici

di Alessandra Segafreddo

CORTINA

A Cortina non tutti hanno i conti in regola. E' questo il messaggio che l'Agenzia delle Entrate lancia dopo i controlli nella valle ampezzana, diffondendo ieri una serie di dati sul blitz dell'Agenzia che il 30 dicembre ha inviato a Cortina 80 ispettori a controllare gli esercizi commerciali di Corso Italia, ma anche le auto di lusso parcheggiate in centro.

Registrati incrementi del 300% negli incassi dei ristoranti rispetto allo stesso giorno dello scorso anno (+ 110% rispetto al giorno prima), dai commercianti di beni di lusso fino al 400% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno (+106% rispetto al giorno prima), nei bar fino al 40% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno (+104% rispetto al giorno prima). Controllati anche i possessori di “superbolidi” – 118 tra Ferrari, Porche, Maserati, Jaguar, per lo più turisti – dai quali è emerso che in 37 dichiaravano redditi annuali inferiori ai 50 mila euro l'anno. Su 251 auto di lusso controllate invece, 133 sono risultate intestate a persone fisiche, delle quali 42 appartengono a cittadini che hanno dichiarato meno di 30 mila euro lordi di reddito sia nel 2009 sia nel 2010, mentre 16 auto sono intestate a contribuenti che hanno dichiarato meno di 50 mila euro lordi.

Per ora l'Agenzia delle Entrate non ha emesso multe. Gli elementi raccolti serviranno per partire con ulteriori accertamenti nei confronti dei singoli o delle società “pizzicate” con i conti non in regola e finite le indagine verranno emesse le sanzioni.

Ma intanto i dati diffusi ieri hanno avuto un’ampia eco mediatica in tutta Italia. E a Cortina si sono scatenate le reazioni. «E’ stata un'operazione demagogica e di immagine», non va per il sottile il sindaco Andrea Franceschi, «i controlli e la lotta all'evasione sono sacrosanti, ma le nostre perplessità sono state motivate esclusivamente dal periodo e dal metodo scelto, perché per esempio comprendiamo l'irritazione di un barista che ha 4 tavolini di numero e ha dovuto lasciarne uno in esclusiva agli agenti dell'agenzia dalle 8 di mattina fino alle 22. Pensiamo ci voglia più rispetto per la gente che lavora e che dà lavoro. Allo stesso tempo non comprendiamo perché ci volessero 80 ispettori sul posto per scoprire che 133 auto di grossa cilindrata intestate a persone fisiche appartenevano a persone che dichiarano pochissimo. Sarebbe bastato un semplice controllo incrociato dei dati già in possesso dell’agenzia, fatto direttamente dall’ufficio, senza uno spettacolo hollywoodiano che ha dato la sensazione di vivere in un vero e proprio stato di polizia. Tutto questo ci ha fatto pensare ad un'azione più mediatica che di sostanza, messa in atto per giustificare davanti all’opinione pubblica l’aumento della benzina, delle bollette, delle autostrade e l’introduzione di nuove tasse come quella sulla prima casa. La solita strategia vecchia come il mondo di gettare fumo negli occhi dei cittadini mentre si “bastonano”».

«Il comunicato emesso dall’Agenzia delle Entrate», continua Franceschi, «poi non fa che confermare la sensazione che si tratti di una pura operazione demagogica e di immagine, perché si limita a segnalare solo i casi limite e solo in percentuale, fornendo informazioni palesemente distorte. Dire che il bar che ha fatturato di più rispetto allo stesso giorno del 2010 ha avuto un incremento del 40%, per esempio, non significa nulla. I dati che vogliamo sapere sono quanto hanno fatturato in più o in meno i bar rispetto allo stesso giorno del 2010, sia in valore assoluto che in percentuale. Lo stesso lo chiediamo per gli alberghi e per i negozi. Chiediamo pertanto all’Agenzia delle Entrate di fare una vera operazione di trasparenza e di verità fornendo immediatamente tutte le informazioni per poter valutare con serietà la situazione complessiva dell’accertamento effettuato».

Rimane nella sua posizione l'assessore al Commercio e presidente dell'Ascom ampezzana Luca Alfonsi. «Contesto il metodo nel quale si è svolta l'operazione», spiega Alfonsi, «perché allontana i cittadini dallo Stato. Nel merito non ho nulla da dire. Se c'è chi ha violato le norme pagherà». Ammette che la “lievitazione” degli scontrini durante i controlli sono un fenomeno sul quale «è giusto andare a fondo», ma condanna il metodo dei blitz anche Daniela Santanchè, che provocatoriamente chiede: «e adesso, cosa dobbiamo aspettarci, che qualcuno metta i cartelli con il commerciante disonesto e la scritta Wanted?».

Non prende posizione l'Associazione albergatori di Cortina. «Ognuno fa il suo lavoro», spiega il presidente Gherardo Manaigo, «se c'è chi ha sbagliato pagherà la multa come prevede la legge. Non commento l'esito dell'operazione, non sta a me farlo».

Diego Vello, segretario della Lega Nord bellunese, definisce l'operazione «un pessimo esempio di lotta all'evasione fiscale», e punta il dito contro i ripetuti controlli al Nord Italia. Interviene anche don Davide Fiocco, il parroco ampezzano, che descrive Cortina come «un paese che fa i conti come tutti con le ristrettezze economiche nel quale, ogni tanto, arrivano i Vip».

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