La Lega attacca: via Belli

Vello: In Gsp alleanza Pdl-Pd. De Bernardin: Roccon nascondeva il buco e minacciava

di Alessia Forzin

BELLUNO

La Lega Nord chiede la testa del direttore di Gsp. «Se il nuovo cda vuole recuperare il dialogo con il nostro partito deve decapitare Belli», avverte il segretario provinciale Diego Vello. «Se vogliono portare un vero cambiamento, allora cambiamento sia». A partire da chi, secondo Vello e il sindaco di Rocca Pietore Andrea De Bernardin, «conosceva bene la situazione della società, perchè ne è direttore, e sapeva che erano stati fatti degli errori, ma non ha fatto niente. Se Belli rimarrà direttore di Gsp non cambierà nulla».

Vello e De Bernardin hanno voluto ribadire la posizione della Lega dopo tutto quello che è successo, a partire dalla nomina dei tre tecnici nelle assemblee di vallata: «Quei nomi vengono da una santa alleanza tra Pd e Pdl che non possiamo accettare», spiega Vello. Un'alleanza viva anche «in Bim Infrastrutture, dove a Bruno Zanolla (Pdl) è stata affiancata nel cda Loretta Ben, sindaco di Taibon, che è del Pd». Pd che avrebbe avuto questo “contentino” perchè ha proposto il nome di Rudy De Battista, legato al Pdl, secondo Vello. «Come Lega non possiamo accettare quest'alleanza, che ci ha fatto rimettere un presidente di Provincia, ed è per questo che alle prossime elezioni correremo da soli. Lotteremo contro i sistemi forti».

Inevitabile parlare anche del Bim, inteso come Consorzio, e del suo presidente, Giovanni Piccoli. «Piccoli, Roccon, Salton, Zanolla, hanno tutti la stessa tessera di partito in tasca», attacca Vello. «C'è una regia, una strategia comune del Pdl, e Piccoli non può tirarsene fuori come sta facendo. Il Pdl ha in mano tutto il potere di quella che è la vera Provincia di Belluno, quella che ha i soldi».

Che la Lega abbia il dente avvelenato perchè non ha ruolo in questa partita? «No, infatti avevamo proposto di mettere un amministratore unico in Gsp, da individuare con un bando pubblico per avere la maggiore trasparenza possibile», afferma Vello, che per sanare Gsp propone innanzitutto di cedere le quote di Ascotrade, chiedere sostegno al Bim, ristrutturare la società e rivedere la gestione anche delle risorse umane.

Un giro di vite viene chiesto al cda, ma, avverte Vello, «Salton non pensi che qui possa avere lo stipendio che si è costruito in Ascopiave. Non possiamo permettercelo. E se questa triade si comporterà male, la Lega diventerà la sua spina nel fianco. Non abbiamo sotterrato l'ascia di guerra».

«Roccon ci ha presi in giro», aggiunge Andrea De Bernardin. «Quando Tiziano De Col gli chiese, lo scorso gennaio, a quanto ammontassero i debiti, lui disse: “Stai tranquillo, saranno 20- 25 milioni”. I sindaci ci capivano poco perchè Roccon diceva poco, e nessuno di noi era in grado di andare ad approfondire il bilancio di una grossa società per azioni com'è Bim Gsp. Noi non siamo manager. Per quello serviva l'amministratore unico, per dare delle direttive a tutti noi». De Bernardin è anche uno dei sindaci che, per le sue posizioni, ha avuto qualche problema: «Chi non era allineato veniva pressato in vari modi», afferma. «Roccon diceva: “Sei con me o no?” Questo sistema deve cambiare, perchè si deve poter votare contro un bilancio senza essere penalizzati negli investimenti sul territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi