«Bottacin avrà ancora un grande ruolo»

Gobbo alla bicchierata coi militanti rilancia l’ex presidente che accusa il sistema: «Qui c’è la mafia bianca»

di Irene Aliprandi

BELLUNO

«Bottacin è un grande uomo, che rimane nel movimento e avrà ancora grandi responsabilità nella Lega Nord», parola di Gian Paolo Gobbo. Mezzo Veneto è salito a Belluno, ieri pomeriggio, per dimostrare stima e amicizia all’ex presidente della Provincia sfiduciato da una mozione congiunta tra Pdl e opposizione. Gianpaolo Bottacin ha invitato i militanti a Sagrogna per una bicchierata che è stata l’occasione per ricostruire le cause della sua caduta, ma soprattutto il luogo dell’attacco corale al Pdl. O meglio, a quella parte di Pdl che ha voluto chiudere la bocca a Bottacin: Maurizio Paniz per primo.

«Se ne assumeranno la responsabilità», chiarisce il segretario veneto, «anche perché gli organi regionali e nazionali del Pdl non avevano dato questo messaggio e quindi la loro azione è ancora più grave e aumenteranno ancora di più le conseguenze a loro carico. Se qualcuno crede che, domani, si possa fare ancora una coalizione con certe persone, si sbaglia». Ma è tutto il Veneto ad essere in subbuglio e se Gobbo cerca di salvare il salvabile facendo nome e cognome di chi non ha rispettato i patti, i tanti dirigenti regionali presenti parlano del Pdl come soggetto inaffidabile ovunque. E il segretario coglie il malcontento diffuso tra i suoi: «Oggi ci vuole chiarezza». In chiusura l’omaggio al presidente sfiduciato: «Credo che ti podaressi tornar su quella poltrona», rilancia Gobbo a un Bottacin che in questo momento non ne ha molta voglia: «Finalmente dopo trent’anni il bellunese ha avuto un presidente che ha pensato al bene del territorio e della provincia».

Da parte sua l’ex capo di palazzo Piloni non si è risparmiato, arrivando a parlare di “mafia bianca”, cioè del sistema di potere che domina Belluno. Bottacin è partito dagli albori del 1991, l’ammirazione per lo stile di Bossi che lui ritiene di aver seguito; la prima tessera della Lega nel 1993 fatta da tale Franco Roccon e poi la sua esperienza in Provincia: «Ho detto le cose in maniera diretta, ho cercato di eliminare le cose sporche e ho fatto gli interessi del territorio», la citazione va all’opposizione, all’Idv e ai Socialisti, che lo hanno definito «incorruttibile» e «coraggioso per aver parlato di fatti che gli hanno scatenato contro le crociate». Non poteva mancare un cenno alla Torre Ascon, l’Usl, il Parco, Ecomont e altro, ma soprattutto Bim Gsp, l’idea di mettere una tassa sull’acqua e gli sms di minacce mandati ai sindaci meno allineati: «Ma l’unica cosa che non cambia sono i vertici». Poi il Pdl e quel parlamentare che difende Berlusconi «perché gli elettori l’hanno votato per rimanere al governo cinque anni. Come me, ma a Belluno la teoria di Roma non vale». E’ lo stesso Bottacin a riconoscere che non tutto il Pdl è uguale, marcando la differenza tra assessori come Carbogno (ieri presente) e De Kunovich e chi invece l’ha ostacolato o mandato in tv da assassino dei bambi, cioè Zanolla e De Zolt. «Ho detto di no all’accordo con il Pdl che indicava i tre assessori da mantenere, perché volevano che risolvessi io un problema interno al loro partito, facendo fuori l’unico assessore che non aveva mai fatto nulla contro di me». Infine la delusione per il presidente del consiglio Ghezze, maturata solo ieri, dopo aver letto la sua risposta congiunta con Caruzzo a Franceschi.

«Non so chi prenderà il mio posto, ma spero che vada fino in fondo contro il sistema».

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