Aumenti delle rette nelle case di riposo «Stop alla manovra»

Il consigliere di minoranza Dario Dal Magro contesta i rincari «Il Comune riceve due milioni per la fusione: usi quelli»
Dante Damin





L’amministrazione faccia marcia indietro sulle rette delle case di riposo.

Lo chiede il consigliere di minoranza Dario Dal Magro, contestando l’amministrazione comunale per l’aumento delle tariffe dei centri servizi per gli anziani e chiedendo per questo alla giunta del sindaco Stefano Cesa di tornare sui propri passi.

In base alla delibera di giunta approvata nei giorni scorsi, infatti, i costi per gli ospiti sono aumentati in media di un euro al giorno, che, spalmati su dodici mesi, ammontano a 365 euro annui.

«Come può un Comune che usufruisce di circa due milioni di euro, derivanti dalla fusione, non riuscire a farsi carico di tale somma?», si chiede Dal Magro.

Il consigliere di opposizione spiega che «domenica scorsa abbiamo festeggiato la prima giornata mondiale dei nonni, ricordando in particolare chi da oltre un anno e mezzo ha sofferto la mancanza di contatti fisici e sociali con i propri figli e nipoti. E abbiamo pregato per i tanti anziani che ci hanno lasciato a causa della pandemia. Tale situazione dovrebbe sensibilizzare gli amministratori a porre particolare attenzione agli utenti delle nostre case di soggiorno».

«È vero che a fine 2020 il consiglio comunale ha stanziato 300 mila alla Valbelluna Servizi Srl (la società che gestisce le tre case di risposo di Trichiana, Mel e Lentiai)», dice Dal Magro. «E di questi ben 290 mila, da relazione dell’amministratore unico, sono stati necessari per la struttura di Trichiana, pesantemente colpita in termini di decessi dalla crisi pandemica». L’amministrazione, spiega Dal Magro, giustifica gli aumenti per coprire la perdita di fattura di 211 mila euro dei centri diurni e di 50 mila euro della farmacia di Trichiana per effetto dell’internalizzazione ospedaliera dei farmaci di fascia A anche per gli ospiti delle strutture non in convenzione regionale. «Ma gli ospiti delle strutture», si chiede il consigliere, «che colpa ne hanno?».

«Non si chiarisce inoltre quanti soldi mancano per pareggiare il bilancio, né quanto la Regione indennizza come ristori. La Valbelluna Servizi ha chiuso il bilancio 2020 con circa 877mila euro in cassa. Alla luce di tutto questo, il gruppo “Il tuo borgo” propone all’amministrazione di sospendere ogni aumento delle tariffe».

La manovra infatti, dice Dal Magro, «va ancora una volta a colpire le persone più svantaggiate e che tanto si sono sacrificate per accrescere il nostro benessere». —



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