Oncoematologia pediatrica, progetto rallentato a causa della pandemia

È il rimpianto di direttivo e soci che salutano soddisfatti i successi nelle cure palliative e nelle cure simultanee 
Laura Milano

FELTRE

La pandemia ha rallentato il pieno decollo del progetto di oncoematologia pediatrica. L’impossibilità degli incontri formativi in presenza a Padova, centro di riferimento per l’Ulss Dolomiti, da parte degli specialisti feltrini che si devono misurare anche con la gestione di reparto e urgenze ospedaliere in un organico appena sufficiente, tiene in stand by uno dei tre progetti, incoraggiati e finanziati dal lascito Sanvido e da Mano Amica. Questo è quanto ha ammesso ieri il primario di Pediatria di Feltre, Elisabetta Bressan all’assemblea di Mano Amica. Che in maniera realistica ha detto che il progetto andrà rimodulato «in base alle forze che ci sono in questo momento».

Ma l’impegno del primario Bressan che è in stretto contatto con Città della Speranza di Padova, rappresentata ieri in assemblea dalla psicologa Lara Pilotto e dall’impreditore-mecenate Franco Masello, è quella di «rispettare la volontà di Maria Sanvido» e di riconfermare Feltre come punto di appoggio per la provincia di Belluno quanto ad assistenza dei bambini malati di tumore, dai due ai tre ogni anno.

Questo potrà consentire la cura antitumorale dei piccoli pazienti al Santa Maria del Prato, su protocolli terapici stabiliti dal centro di riferimento padovano. La centenaria cesiolina Maria Sanvido attraverso l’esecutore testamentario Loris Paoletti, aveva voluto destinare i risparmi di una vita “a chi soffre”. Ed è quanto è stato ribadito ancora una volta all’assemblea di Mano Amica alla quale hanno partecipato anche il direttore generale Maria Grazia Carraro e Margherita Rosato neo-eletta presidente dell’Azienda feltrina servizi alla persona, quando il presidente Paolo Biacoli ha dato la parola a tutti i referenti degli altri progetti.

A partire da quello di estensione di cure palliative alle case di riposo del Distretto, dopo la sperimentazione dei centri di servizio di Feltre, Cesio e Canal San Bovo. A questo proposito è intervenuto il medico Giampietro Luisetto, anima del progetto originario, che ha annunciato l’introduzione di un protocollo, assimilabile a quello di un percorso certificato con i centri di servizio, per le buone prassi nell’accompagnamento dell’anziano al fine vita.

Per il progetto di cure simultanee, il primario di Oncologia Davide Pastorelli, ha ribadito che, nonostante la pandemia, si è favorito l’accesso alle cure “anti-dolore” a 95 pazienti in più rispetto all’anno precedente. Grazie al lascito e al conseguente potenziamento dell’ambulatorio, gestito da medici palliativisti, le visite sono state 215 ad oggi con la previsione di arrivare a 400 a fine di questo 2021. L’esecutore testamentario Loris Paoletti al termine del consuntivo sui progetti, ha detto che continuerà ad esercitare il suo ruolo di controllo sul buon fine di queste iniziative.

All’assemblea di Mano Amica si è dato conto anche di un altro importante progetto, sostenuto dal sodalizio, quello che riguarda la legge 219 sulle disposizioni anticipate di trattamento sanitario (Dat). Sono state trecento le interviste in meno di due settimane e la consegna di 120 questionari cartacei al 30 giugno. Mano Amica si è fatta promotrice di questa iniziativa tramite Dolomiti Hub con la sociologa Debora Nicoletto che, in collaborazione con il comitato scientifico, ha predisposto i quesiti. —



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