Ex stazione, raffica di no Comitato civico scatenato

CORTINA
Sul progetto di riqualificazione della stazione, il Comitato civico Cortina ha presentato le sue osservazioni. Un documento, corredato di fotografie, che si articola su dieci pagine. Il progetto in questione è quello inerente la riqualificazione dell’ex stazione che da anni il Comitato segue con attenzione. Si tratta di un’operazione da 81 milioni portata avanti con la formula del progetto di finanza, ossia con capitale dei privati. Si prevede la nascita di cinque nuovi edifici e la riqualificazione degli altrettanti esistenti. Sarà poi creato un parcheggio interrato su due piani da 668 posti, sarà resa pedonale la piazza, sarà sistemata l’area per i bus e creati dei sottopassaggi per il centro; alcuni edifici saranno ad utilizzo del Comune altri del privato. Il Comitato civico, guidato da Marina Menardi, prima di tutto contesta la procedura adottata per carenza di documentazione.
«Noi», dichiarano dal Comitato, «riteniamo sia invalidata tutta la procedura in quanto non è stato pubblicato il Piano su cui fare le osservazioni. Tuttavia abbiamo presentato nei termini le osservazioni al progetto basate sulla documentazione pubblicata, che però è come detto carente e priva delle informazioni necessarie per gli approfondimenti».
Per quanto concerne il consumo di suolo, il Comitato osserva «il fatto che si utilizzi una notevole superficie di sottosuolo pubblico in zona centrale per un incremento irrisorio di posti auto pubblici (appena 120, ndr)».
In tema di paesaggio, archeologia e beni culturali viene invece evidenziata la «violazione del dettato del vincolo di “interesse culturale” e la perdita dei valori paesaggistici della zona a seguito della costruzione di nuovi volumi fuori terra; una zona che è strategica dal punto di vista turistico per il passaggio della ciclabile, per la presenza della stazione e per il passaggio della circonvallazione».
Dubbi anche sotto il profilo socioeconomico. «La valutazione di convenienza economica per il Comune di Cortina», sottolineano Menardi e i suoi, «è irregolare in quanto i contenuti del documento di riferimento non corrispondono a quanto riportato nella relazione ambientale. Oltre questo, si osserva la soggettività e l’approssimazione delle valutazioni riportate nella relazione stessa. Il progetto prevede 24 nuovi appartamenti e viene scritto che “si pone in coerenza con la visione della montagna veneta presente negli strumenti pianificatori di livello regionale e provinciale”. Questa affermazione appare manifestamente infondata e fuorviante. Nemmeno il dossier olimpico prevede niente del genere. A titolo di esempio, a pagina 91 del dossier olimpico c’è scritto: “Data questa ampia capacità ricettiva, non sono previsti nuovi alberghi o altre forme di alloggio specifiche per i Giochi”. Ovviamente nuove seconde case non sono nemmeno immaginate nel dossier. Il progetto così come è concepito», concludono dal Comitato, «crea volumi residenziali e commerciali impattanti. Il beneficio pubblico è poi tutto da verificare. Ora ci auguriamo che le nostre osservazioni siano prese in considerazioni per non cementificare una zona centrale e strategica del paese». —
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