Ricorso per i tempi-tuta mai pagati In 19 portano l’Usl 1 in tribunale

A presentare la vertenza alcuni dei trecento dipendenti che hanno aderito alla campagna di Fp Cisl
INFERMIERI IN CORSIA DURANTE IL TRASLOCO RIORGANIZZAZIONE ALL'OSPEDALE UMBERTO PRIMO DI MESTRE...TESTATINA LA NOSTRA SALUTE Corsia di un ospedale padovano In alto: Claudio Rizzato dei Ds e Margherita Miotto, di Ipv. A destra: l'assessore Fabio Gava
INFERMIERI IN CORSIA DURANTE IL TRASLOCO RIORGANIZZAZIONE ALL'OSPEDALE UMBERTO PRIMO DI MESTRE...TESTATINA LA NOSTRA SALUTE Corsia di un ospedale padovano In alto: Claudio Rizzato dei Ds e Margherita Miotto, di Ipv. A destra: l'assessore Fabio Gava

/ belluno

Il riconoscimento economico dei tempi di vestizione pregressi per infermieri, operatori socio sanitari, tecnici, fisioterapisti e cuochi dipendenti del comparto sanitario dell’Usl 1 Dolomiti approda sul tavolo del giudice del lavoro del tribunale di Belluno.

Il maxi ricorso è stato presentato da 19 dipendenti, che hanno aderito alla campagna di sottoscrizione indetta l’anno scorso dalla Cisl Fp tesa a dare il via a una vertenza su questo fronte. In ballo ci sono circa 3.500 euro complessivi da pagare a ciascun lavoratore. A dire la verità, nel 2019 avevano aderito alla sottoscrizione circa 300 dipendenti sui 2.500 totali che operano nelle strutture sanitarie dell’Usl. Poi a presentare il ricorso sono rimasti in 19.

i retroscena

La vicenda prende il via dopo la pronuncia della Corte di Cassazione del 1998 n. 3763. La sentenza afferma che il “tempo-tuta” (così vengono definiti in gergo i 10 minuti necessari sia all’inizio che alla fine del turno per vestirsi) rientra nell’orario effettivo di lavoro “ove tale operazione sia richiesta dal datore di lavoro, che ne disciplina tempo e luogo di esecuzione”. Questo tempo, quindi, è soggetto a retribuzione, visto che la divisa per il comparto sanitario non è solo strumento identificativo dell’azienda per cui si lavora, ma anche elemento di protezione da agenti esterni a tutela dell’igiene della persona del lavoratore e degli utenti.

I tempi di vestizione sono stati riconosciuti a livello economico nel nuovo contratto di lavoro del comparto, entrato in vigore l’anno scorso, ma fino ad allora nessun dipendente aveva ricevuto alcun compenso. Il sindacato ha promosso la vertenza proprio per recuperare il pregresso, considerando che tutti i dipendenti avevano impiegato negli anni almeno venti minuti al giorno per indossare e dismettere divisa e calzature. Sotto la lente della Funzione pubblica della Cisl sono finiti cinque anni di “tempi-tuta” non remunerati, che vanno dal settembre 2014 all’agosto 2019. Impossibile procedere anche per gli anni antecedenti al 2014, in quanto questi sono già andati in prescrizione.

Le fasi

L’anno scorso il legale della Cisl ha presentato all’Usl 1 Dolomiti le sottoscrizioni ottenute durante la campagna sindacale, con allegate le richieste di rimborso, per cercare una via bonaria di soluzione del problema. Non essendo arrivata dall’azienda sanitaria alcuna risposta in merito, la vertenza si è trasformata in un vero e proprio ricorso che è stato presentato nei mesi scorsi alla sezione lavoro del Tribunale di Belluno. Di questo ricorso i vertici dell’Usl 1 Dolomiti sono venuti a conoscenza il 19 novembre, quando l’atto gli è stato notificato dagli ufficiali giudiziari.

Le mosse dell’Usl 1

Entro il 18 dicembre i vertici dell’azienda sanitaria bellunese avrebbero dovuto decidere la costituzione di parte in vista dell’udienza programmata per il 30 dicembre di quest’anno. Ma la decisione è già stata presa. La direzione strategica dell’azienda sanitaria, infatti, durante la seduta deliberativa del 3 dicembre, ha deciso di costituirsi nel procedimento per rivendicare la propria posizione.

Per rappresentare gli interessi dell’azienda è stato incaricato l’avvocato Maria Luisa Miazzi, del foro di Padova, la quale, come si legge nella delibera aziendale, “ha già patrocinato altre aziende sanitarie in analoghe vertenze ed è particolarmente esperta della materia di cui si tratta”.

La costituzione nel ricorso costerà all’Usl precisamente 9.167 euro, somma che sarà prelevata dal budget 2019. —

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