Comelico. La Fondazione Unesco apre al collegamento ridisegnato

Il comitato scientifico ha incontrato Comune e Regole e fatto un sopralluogo. Il nuovo progetto ha un impatto minore. Lasen: «Fatto uno sforzo per risolvere»

COMELICO SUPERIORE

Il nuovo progetto del collegamento sciistico tra il Comelico e la Val Pusteria è radicalmente cambiato. Tiene conto delle osservazioni critiche del comitato scientifico della Fondazione Dolomiti Unesco che, a conclusione del terzo incontro con il Comune di Comelico Superiore e le Regole, la considera sostanzialmente accettabile.

Così, almeno, fa sintesi della giornata trascorsa a Padola Cesare Lasen, uno dei componenti del comitato. A confrontarsi con il sindaco Marco Staunovo Polacco e i suoi collaboratori, nonché con i presidenti delle Regole di Padola e Casamazzagno, c’erano anche Marcella Morandini, segretaria generale della Fondazione, Annibale Salsa, antropologo di fama nazionale, Mauro Pascolini, autorevole docente e dirigente dell’università di Udine.

Prima l’incontro in municipio, nel corso del quale il sindaco ha illustrato le novità. Poi, in comitiva, tutti sul col Collesei, sopra la Valgrande, ai piedi della Croda Rossa. Un contesto di fascino unico, con trincee che sembrano rincorrersi.

La Soprintendenza ha difficoltà ad approvare l’arrivo quassù dell’impianto. Il nuovo progetto propone tutta una serie di mascherature ambientali, per cui diventa meno visibile.

«Il risultato indica uno sforzo di soluzione, anche se resta un poco d’impatto. Però», osserva Lasen, «nell’insieme le modifiche progettuali danno spazio complessivamente ad un complesso di mitigazioni che vengono incontro alle esigenze poste a suo tempo».

La Fondazione Dolomiti Unesco non ha il compito di vietare o autorizzare alcunché, in area esterna alla “core zone”. Il suo intervento, in questo caso, è stato e resta soltanto consultivo.

«Certo è», ricorda Lasen, «che Dolomiti Unesco non può accettare impianti nel proprio territorio. In questo caso siamo all’esterno ed è comunque importante che da parte dei residenti sia stata manifestata una coralità così condivisa per portare avanti un collegamento che, in verità, fa l’interesse anzitutto dell’operatore pusterese».

Gli esperti del comitato scientifico hanno preso atto – «con soddisfazione», come hanno ammesso – la determinazione anzitutto del sindaco Staunovo Polacco e poi anche dei capi regola nel dare una prospettiva diversa dal passato allo sviluppo turistico. Uno sviluppo che tenga conto, in una parola, della sostenibilità.

Questo sforzo a cercare strade alternative – conclude Lasen – non mancherà di essere riconosciuto anche dagli ambientalisti, che non sono affatto un corpo estraneo alle terre alte, anche se arrivano dalla città, dalla pianura.

Lo stesso Salsa, già presidente nazionale del Cai, ha riconosciuto che c'è effettivamente un problema di spopolamento, per cui i residenti vanno posti nella condizione di non scappare. Non è detto, però, che questa condizione sia, per esempio, la mano libera nell'impiantistica, Anche perché sono ormai sconsigliate queste strutture alle quote più basse, a causa dei cambiamenti climatici in corso.

Il verde Comelico si presta, come sostengono gli stessi ambientalisti, ad un turismo sempre più naturalistico, leggero, di qualità, non di massa. E questa in particolare sarà la vocazione della Valgrande.

Gli stessi parcheggi previsti disporranno di un'area meno ingombrante. Il ritorno delle terme sarà un valore aggiunto. —


 

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