Sunia: il regolamento Ater rischia di penalizzare tante famiglie in difficoltà

Il sindacato degli inquilini  elenca alcuni esempi di famiglie messe in difficoltà da indennizzi assicurativi o inutili eredità



C’è chi, pur avendo perso il lavoro, sarà costretto a lasciare fra due anni l’appartamento Ater che attualmente occupa dopo essere passato per la trafila della graduatoria. Tutta colpa di una piccola somma percepita dall’assicurazione per motivi di salute. Stesso discorso per l’anziano che ha ricevuto in eredità una casetta da ristrutturare in una delle piccole e sperdute frazioni della provincia e su cui non potrà mettere mano per mancanza di risorse.

Sono alcuni dei casi passati sulla scrivania di Alberto Chiesura, referente del sindacato degli inquilini della Cgil, dopo l’entrata in vigore della nuova legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica. Legge che pone come limite per accedere a un appartamento un Isee che non superi i 20 mila euro. Pena l’uscita entro due anni dall’alloggio Ater.

Chiesura, nel giro di un paio di mesi, ha raccolto una sessantina di segnalazioni da altrettanti utenti che si sono trovati con l’affitto aumentato («ma non sono in grado di pagarlo») o hanno ricevuto la comunicazione di lasciare libero l’alloggio entro 24 mesi. «C’è chi pagava come canone di locazione dai 40 ai 60 euro e ora si trova con 50 euro in più da pagare. Ma se per chi ha un reddito di un certo tipo questa somma non desta preoccupazione, per chi non lavora o ha un impiego con medio reddito ma deve mantenere una famiglia con 3-4 figli, l’aumento diventa un ostacolo insormontabile».

«Molte delle persone che si sono rivolte ai nostri uffici», racconta Chiesura, «si sono trovate con un Isee che supera i 20 mila euro fissati dalla norma, solo per aver ottenuto un rimborso assicurativo. Ma molti di loro non lavorano e ora si trovano in grandissima difficoltà. E cosa dire poi di molti anziani che abitano in un comune grande e hanno ereditato una casa di famiglia in un paese distante, dove i servizi sono pochi e non ci sono nemmeno mezzi per potersi spostare? Anche loro si vedono costretti a lasciare libero l’alloggio Ater».

Per il responsabile del Sunia «non si può inserire nell’Isee anche il tfr di chi va in pensione. Nel computo dell’indicatore della situazione economica per accedere agli alloggi di edilizia agevolata, a nostro parere, va considerato il reddito da lavoro dipendente o da pensione e non i piccoli risparmi. Per questo speriamo che la Regione, come ha fatto intendere prima delle ferie, ascolti le proposte che vengono dal sindacato. È un errore mettere in difficoltà persone che vivono comunque in situazione di disagio o non hanno un reddito fisso», conclude Chiesura. —



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